Tribunale senza personale? Ci pensano i cassintegrati


REGGIO EMILIA, 21 GEN. 2011 – Da una parte chi ha troppo lavoro e non sa dove prendere. Dall’altra chi di lavoro non ne ha poiché si trova a casa in cassa integrazione. I primi sono gli impiegati della cancelleria del tribunale di Reggio Emilia, alle prese con montagne di carte ogni giorno più alte e con un personale insufficiente per sbrogliare tutte le pratiche. I secondi sono gli operai e gli impiegati a casa a busta paga ridotta, in attesa di qualche segnale di ripresa dalla crisi.A unire questi due mondi è la Provincia di Reggio Emilia che ha pensato di risolvere il problema della carenza di organico nei tribunale chiedendo di farsi avanti a chi in questo tempo non sta lavorando. E’ nato così un bando per selezionare dodici disoccupati o cassintegrati che per 6 mesi potranno svolgere un tirocinio presso il Palazzo di giustizia. Tra gli effetti della crisi, oltre a all’inattività di migliaia di persone, c’è anche l’accumularsi di procedure concorsuali o fallimentari di aziende che non ce la fanno più. Negli ultimi tre anni, si è registrato un incremento del 75% delle procedure concorsuali (dalle 68 imprese coinvolte nel 2008 alle 119 del 2009 e alle 120 dello scorso anno). Una situazione che ha ulteriormente appesantito il carico di lavoro della cancelleria. Sostenitore dell’iniziativa è la Fondazione Manodori che erogherà gli assegni di rimborso spesa ai tirocinanti.I vincitori della selezione riceveranno 413,17 euro mensili, a fronte di un monte-ore del tirocinio pari a 33 ore settimanali tra documentazioni e istanze relative alle procedure concorsuali. “A chi attacca i giudici, noi rispondiamo affiancando i magistrati e gli operatori della giustizia, consapevoli dell’importanza del loro lavoro”, ha detto la presidente della Provincia Sonia Masini.Negli ultimi tre anni, al tribunale di Reggio Emilia, si è registrato un incremento del 75% delle procedure concorsuali (dalle 68 imprese coinvolte nel 2008 alle 119 del 2009 e alle 120 dello scorso anno) che ha ulteriormente appesantito il carico di lavoro della cancelleria. Rosaria Savastano, presidente di sezione del Tribunale, ha spiegato le difficoltà a far andare sufficientemente spedita la macchina giudiziaria: "Il personale togato e no, pur essendo motivato e qualificato, non riesce a dare risposte rapide per le carenze di organico al quale il Ministero non pone rimedio. Oltre ad un aumento del 75% delle procedure concorsuali, abbiamo 6.000 pratiche civili pendenti e grossi ritardi anche nei decreti ingiuntivi, pure fondamentali per consentire alle aziende di recuperare crediti e liquidità. I tirocinanti che ci saranno assegnati, e che svolgeranno compiti amministrativi nelle varie cancellerie, saranno utilissimi per noi, ma potranno a loro volta beneficiare di una esperienza valida e spendibile”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet