Trenkwalder chiede il concordato


Ai piedi del grattacielo Trenkwalder il terreno è improvvisamente molle. In ballo ci sono quasi ottomila posti di lavoro, cosiddetto “somministrato”: persone a caccia di un impiego temporaneo, accompagnate dalla società interinale austriaca in percorsi misti di formazione-lavoro che tuttavia, all’improvviso, non hanno ricevuto gli stipendi di settembre e ora corrono ai ripari. Dopo un lungo incontro tra i vertici aziendali e segretari nazionali di Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltem Uil, giunti appositamente da Roma vista la dimensione del problema, la speranza è legata al piano industriale che l’azienda è chiamata ora a presentare da qui a metà gennaio. Proprio dal quartier generale modenese, difatti, è stato annunciata la notizia che l’azienda ha già depositato la richiesta di concordato preventivo in continuità, accolta dal tribunale di Modena con riserva.

Chiesto il concordato preventivo, unica strada per ripristinare in tempi rapidi la liquidità e, si spera, riprendere l’attività. Ai lavoratori somministrati verrà pagato lo stipendio.

Per i cosiddetti lavoratori somministrati Trenkwalder si è spesa nelle ultime ore chiedendo di pagarli direttamente alle aziende utilizzatrici dei somministrati. Tutto è nelle mani dell’amministratore unico Peter Zehentleitner, che si è detto amareggiato per la chiusura delle linee creditizie. Il tentativo è quello di cercare di andare avanti. La prossima settimana un nuovo incontro, per capire come e cosa fare per i dipendenti diretti

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