Treni. Non nevica più, ma resta il calvario dei pendolari


15 FEB. 2012 – Ai pendolari emiliano romagnoli il sole non ha portato puntualità alle corse dei loro treni. In realtà, in molti casi, non portato nemmeno i convogli. A causa di notevoli guasti verificatesi durante i giorni delle recenti nevicate, molti mezzi sono infatti fuori uso. Oggi a circolare, è solo il 70% dei treni regionali. Da Fs spiegano che è in corso, sui convogli danneggiati, la manutenzione straordinaria, specie alle apparecchiature elettriche e a quelle pneumatiche. Per velocizzare i tempi le officine verranno tenute aperte anche nel fine settimana. Ai treni regionali rimasti fermi si aggiungono anche i treni regionali veloci provenienti da altre regioni e quelli di Tper (l’ex Fer), per un’offerta complessiva dell’80% rispetto alla normale programmazione.Ciò che accade ai pendolari è di trovarsi stipati sui pochi treni rimasti a circolare. I convogli utilizzati per sostituire quelli in officina non sono sufficientemente capienti. In alcuni casi, in Romagna, la sostituzione è affidata a degli autobus. Una situazione che è inaccettabile anche secondo l’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri. "Nonostante tutte le linee ferroviarie siano operative – ha detto ieri – la situazione in Emilia-Romagna continua ad essere molto grave. Peri ha puntato il dito anche contro Trenitalia e contro il governo, ricordando che "questo sistema, senza investimenti adeguati, non funziona".Oggi Peri fa sapere che "ci vorrà ancora una settimana" per la regolarità dei treni e che la Regione è intenzionata a sanzionare Trenitalia, per un importo ancora da quantificare. I proventi "potranno andare a risarcimento dei danni subiti dagli utenti o in investimenti per migliorare i servizi". Rispondendo a una interrogazione di Andrea Pollastri (Pdl), ha spiegato che la responsabilità è dei "forti limiti del materiale rotabile obsoleto. Per affrontare la situazione sono state allertate anche le officine limitrofe ed è stato chiesto l’aiuto di Fer, imponendo alla società ferroviaria regionale di "spostare treni dalle rotte a bassa frequentazione ad altre di alta frequentazione, con le prevedibili conseguenze per gli utenti delle prime".

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