TRENI / 2 I pendolari di Reggio: “A novembre record di ritardi”


REGGIO EMILIA, 1 DIC. 2009 – Si chiama "Fuori Servizio" il Comitato pendolari di Reggio Emilia. Un nome che richiama i frequenti disagi che il gruppo di viaggiatori, frequentatori abituali delle ferrovie regionali, è condannato a denunicare. L’ultimo riguarda i 293 treni monitorati sulla tratta tra Reggio e Bologna (147 all’andata, 146 al ritorno), che nell’ultimo mese hanno accumularo un ritardo complessivo di 1.868 minuti, pari a 31 ore. "Diminuisce la puntualità dei treni monitorati dal comitato nel mese di novembre fa sapere il comitato – peggiorando di fatto una situazione già largamente insoddisfacente. Solo il 60% dei treni monitorati giunge a destinazione in orario". Così il Comitato pendolari ‘Fuori Servizio’ di Reggio Emilia, che ha monitorato Il Comitato segnala "in particolare il protrarsi dei sistematici ritardi del R6485 delle ore 8.21, treno assai frequentato dai pendolari reggiani (e modenesi) che verrà di fatto soppresso (nonostante le proteste) con il nuovo orario e sostituito con un convoglio che impiegherà quasi un’ora per raggiungere Bologna. Insomma – commenta il Comitato – il ritardo sistematico viene assorbito dall’orario". Quel treno in novembre "ha accumulato ritardi per 180 minuti". Inoltre, "osservando gli incredibili ritardi dell’IC585 del mattino che ha accumulato ben 405 minuti, quasi 7 ore, in soli 20 giorni, appare evidente come sia assurda" – secondo il Comitato – la politica regionale di investire 1,5 milioni, senza contare i 110 euro pagati dai pendolari, "per far diventare Ic ed EsCity parte integrante del trasporto pendolare, in quanto questi treni sono del tutto fuori dal controllo della Regione, in termini di contratto, puntualità, qualità del servizio e orario".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet