TrendEr, l’Emilia Romagna ancora in crisi


Nessuna ripresa, anzi. Nel primo semestre del 2013 per l’Emilia Romagna la congiuntura è ancora negativa e peggiore del previsto. Giù fatturato a meno 6,7 per cento e investimenti a meno 35,5. Per la prima volta il segno meno accomuna tutti i settori, alimentari compresi. L’edilizia è a meno 30 per cento, seguita da legno-mobile e tessile-abbigliamento ormai in calo cronico. Tiene solo la meccanica a meno 1,8.

Modena è prima tra le province, con un +4,9 per cento che beneficia del confronto con l’anno del terremoto. Malissimo invece, va Rimini. Un quadro sconfortante, quello dell’Osservatorio TrendEr di Cna e Bcc. Che si rispecchia in un’indagine del Centro Studi Sintesi sulla competitività della regione: dall’autunno 2008, inizio della crisi, ha perso oltre 13 punti di Pil.

Gli imprenditori rimangono pessimisti, ma il loro stato d’animo è cambiato dopo la fiducia al Governo Letta. Cna chiede azioni più incisive. Da un abbattimento rilevante del cuneo fiscale alla rimessa in moto della domanda interna. E del volano delle ristrutturazioni.

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