TrendER, le piccole imprese sempre più deboli


Ancora brutte notizie per l’economia regionale. L’andamento congiunturale del terzo trimestre 2013 è decisamente negativo: ancora giù, per il terzo trimestre consecutivo, fatturato ed investimenti. E’ quanto emerge dall’analisi dei bilanci di 5.040 micro e piccole imprese effettuata da Istat per l’Osservatorio congiunturale TrendER, realizzato da CNA Emilia Romagna e dalla Federazione Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna. Dati economici più che preoccupanti, che presentano un ulteriore indebolimento rispetto al 2012: il fatturato registra un dato tendenziale pari a –4,1%, mentre crollano gli investimenti con il -38,1%.

L’unico segnale positivo viene dal fatturato estero che registra un valore tendenziale del +28,5%, non sufficiente, tuttavia, a compensare il crollo della domanda interna. Tra i settori, le costruzioni evidenziano una lieve inversione di tendenza. Pur rimanendo su un dato tendenziale negativo (-3%) registrano, infatti, un andamento congiunturale con un piccolo recupero, passando da un numero indice di 75,2 a 82,2.

In ripresa il settore del legno che, dopo 5 trimestri negativi, segna un aumento tendenziale del fatturato pari al +4,5%. Permane il quadro di estrema difficoltà del settore tessile che, da otto trimestri, registra un fatturato negativo e che, riportando un -12,2% nel terzo trimestre 2013, tocca il punto più basso dal 2008. Cattive notizie anche per il settore alimentare che segna un dato tendenziale negativo per il fatturato pari al -19,2%, reso appena meno preoccupante solo dal dato congiunturale in leggera ripresa.

Ma il settore che sta pagando gli effetti più duri della crisi dei consumi è quello dei servizi alla persona, che da tre trimestri riporta dati negativi, toccando il valore più basso dal 2008. “Vedremo nelle prossime settimane – commenta Paolo Govoni, Presidente di CNA Emilia Romagna – se anche i dati di fine 2013 confermeranno questa tendenza o se si registreranno quei timidi segnali di ripresa di cui si parla”.

Al momento, per l’artigianato e la micro-piccola impresa, in questi dati, c’è la conferma di una particolare pesantezza della crisi, che deriva soprattutto dalla scarsa domanda interna. Infatti, lo stesso segnale positivo registrato dall’export, pur molto importante in sé, riguarda un numero limitato di aziende, e non riesce, assolutamente, ad attutire gli effetti del calo del fatturato interno.

“Ecco perché – prosegue Govoni – sono urgenti politiche anticicliche che mettano velocemente in circuito risorse in grado di spingere fatturato ed investimenti. All’intervento sullo sblocco dei debiti della PA debbono essere associati interventi di riduzione della pressione fiscale, per ridare fiducia nel futuro e rimettere in moto un meccanismo di produzione e distribuzione delle risorse a beneficio delle imprese e dei cittadini. Ora attendiamo che il complesso di provvedimenti annunciato dal Presidente del Consiglio, trovi effettiva applicazione, per favorire la ripresa, lo sviluppo ed il lavoro, affrontando, altresì, la giungla burocratica, la riduzione della spesa improduttiva e l’evasione fiscale”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet