Tre minorenni denunciati nel bolognese: avevano messo dei sassi sui binari


BOLOGNA, 18 MAG. 2009 – Per movimentare una festa pomeridiana, hanno messo alcuni grossi sassi sui binari della linea Bologna-Ancona, alle porte del capoluogo emiliano. Poi si sono immortalati con il telefonino, in posa trionfale, e hanno atteso il passaggio del treno. Quella che voleva essere una bravata, conclusa senza gravi conseguenze tranne un ritardo di mezz’ora per il convoglio, è costata una denuncia per attentato alla sicurezza dei trasporti a tre minorenni, due quindicenni e un diciassettenne, tutti di San Lazzaro di Savena. Ora rischiano, se il reato non sarà derubricato, una condanna fino a 5 anni. A dare l’allarme, nel tardo pomeriggio di sabato, sono stati i macchinisti dell’Intercity 715 partito da Bologna e diretto a Pescara, che al passaggio nei pressi della stazione di Ozzano Emilia-Mirandola hanno avvertito alcuni forti scricchiolii. Il convoglio si è fermato, per ripartire dopo circa mezz’ora, ed è stata chiamata la Polizia Ferroviaria. Gli stessi macchinisti hanno raccontato agli agenti di avere visto un gruppetto di ragazzini allontanarsi di corsa dalla massicciata, dove erano rimaste alcune pietre frantumate. Un rapido giro nei dintorni ha portato i poliziotti a un’abitazione distante una ventina di metri dai binari, dove era in corso una festa in giardino con alcune decine di ragazzi. Due di questi corrispondevano, in particolare nell’abbigliamento, alle descrizioni fornite dai macchinisti, l’altro denunciato era con loro nella foto, in posa compiaciuta sui binari. I tre ragazzi accusati hanno inizialmente negato ogni coinvolgimento nell’accaduto, ma poi sono crollati. Sul telefonino di uno dei due sono state trovate le due foto incriminate. In una erano ritratti, sempre sulla massicciata, cinque giovani, tra i quali i tre denunciati, mentre l’autore dello scatto è rimasto sconosciuto. I tre ragazzini finiti nei guai sono stati portati negli uffici Polfer in stazione centrale, a Bologna, dove sono stati raggiunti dai genitori. Nessuno dei familiari – ha spiegato il dirigente Polfer Oreste Capocasa – ha minimizzato l’episodio, anzi tutti sono stati piuttosto severi con i rispettivi figli. Quello che per loro era un semplice scherzo avrebbe potuto causare un deragliamento del treno.

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