Tre giorni di sciopero alla ceramica Opera


©Trc-TelemodenaMODENA, 27 APR. 2010 – Ventiquattro ore di sciopero, proclamate dalle organizzazioni sindacali di categoria Femca Cisl, Filctem-Cgil e Uilcem-Uil per i 200 lavoratori della ceramica Opera di Camposanto contro il ritardo dei pagamenti degli stipendi. La prima fermata si è svolta oggi con presidio davanti all’azienda da parte dei lavoratori. Il gruppo è travolto da una pesante situazione finanziaria e l’assenza di liquidità si protrae da mesi.I recenti investimenti hanno ammodernato gli impianti e reso l’azienda più efficiente e competitiva ma ora, come spiegano i sindacati, manca il sostegno da parte delle banche e a pagare il prezzo più alto sono i dipendenti, nonostante in questi mesi, mostrando un forte senso di responsabilità, abbiano garantito la continuità della produzione, anche a fronte del mancato pagamento delle retribuzioni. Obiettivo della protesta: segnalare a tutte le parti sociali e in particolare agli istituti di credito, che è necessario intervenire per salvare gli oltre 200 posti di lavoro."La proprietà ha deciso a gennaio del 2010 di chiedere una dilazione del debito – racconta Massimo Occhi della Femca-Cisl -, il suo intento era di ottenere liquidità per garantire gli stipendi a lavoratori che ad oggi sono in arretrato di almeno tre mensilità."Lo sciopero lungo tre giorni è la via scelta dai dipendenti per dare risalto alla vertenza. "Le parti sociali devono farsi carico di questa situazione – dice Stefano Saltari della Filctem-Cgil – bisogna riuscire a ripristinare la situazione della liquidità in modo che questi lavoratori possano avere diritto alle loro retribuzioni".Alberta Boschini della Uilcem-Uil sottolinea il fondamentale ruolo che le banche possono avere nella risoluzione dei problemi della Opera: "E’ un’impresa che ha ristrutturato e ha fatto investimenti importanti. Noi chiediamo – dice la sindacalista – che ci sia un adeguato impegno soprattutto da parte degli istituti di credito, perché il problema più pesante che noi oggi verifichiamo è la liquidità di quest’impresa. E crediamo che ci sia l’obbligo da parte di tutti di cercare di mantenerla su questo territorio".Sulle difficoltà finanziarie della Ceramica Opera interviene anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio, On. Carlo Giovanardi che in un nota fa sapere di aver chiesto al Prefetto di Modena, nella sua qualità di responsabile dell’osservatorio provinciale per la gestione del credito, di convocare immeditamente gli istituti bancari per raggiungere un’accordo sul salvataggio della Ceramica.

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