Trasporto pubblico locale, lavoratori in sciopero


20 MAR. 2013 – Dopo tre rinvii è confermato per venerdì 22 marzo, lo sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori del Trasporto Pubblico locale. Lo comunicano i sindacati Filt/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Faisa Cisal. La decisione delle segreterie nazionali è giunta dopo 3 rinvii (originariamente proclamato per il 16 novembre, poi spostato al 14 dicembre e, successivamente, all’8 febbraio) finalizzati a verificare gli sviluppi del confronto in corso tra Governo, Regioni ed Enti Locali sul quadro complessivo delle risorse finanziarie destinate al settore e della trattativa in corso con le associazioni datoriali Asstra (aziende pubbliche) ed Anav (aziende private) sul rinnovo del Contratto Nazionale Collettivo di Lavoro della categoria, scaduto il 31 dicembre 2007. "Persiste una notevole incertezza sulle risorse finanziarie previste per il settore mentre la vertenza contrattuale non ha registrato i necessari passi avanti. Malgrado l’istituzione dall’1 gennaio di un apposito Fondo nazionale dedicato al finanziamento del trasporto locale, che dovrebbe stabilizzare per il triennio 2013-2015 i trasferimenti statali già previsti nel precedente biennio 2011-2012, rimane indefinita la destinazione da parte delle Regioni delle risorse finanziarie di propria pertinenza, che rappresentano oltre il 22% del totale (circa 1,4 su poco più di 6,3 miliardi di euro/anno). Anzi, diverse Giunte regionali stanno proponendo in questi giorni ai rispettivi Consigli, in sede di assestamento dei bilanci regionali 2013, la drastica riduzione o in qualche caso, addirittura, l’azzeramento di queste indispensabili risorse ulteriori. È quindi concreto il rischio che già a partire dal 2013 non siano previste per il settore neanche le risorse complessive trasferite nel 2011 e nel 2012, per effetto della riduzione delle quali nel corso dell’ultimo biennio è stato ridotto il servizio e sono aumentate le tariffe".Lo sciopero nazionale si svolgerà nel rispetto della regolamentazione dell’esercizio del diritto di sciopero, quindi con l’erogazione del servizio nelle fasce orarie e secondo le usuali modalità previste a livello locale.

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