Trasporti sicuri, no alla marcia indietro del governo


BOLOGNA, 5 AGO. 2009 – Un passo avanti nella sicurezza stradale che rischia però una brusca frenata. E’ il timore dell’associazione di categoria degli autotrasportatori Cna-Fita riguardo le sorti della scheda di trasporto, un documento, obbligatorio dal 19 luglio 2009, istituito dal ministero dell’Interno e da quello delle Infrastrutture e dei trasporti per verificare il corretto esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto terzi. Secondo Giovanni Montali, segretario di Cna-Fita, il governo potrebbe approfittare della calma del periodo estivo per “recuperare quello che si è dovuto lasciare sul campo di un normale e corretto confronto politico sindacale”.Montali, insieme agli autotrasportatori che la sua organizzazione rappresenta (30.000 a livello nazionale, oltre 8.000 in Emilia Romagna) sono preoccupati. La volontà di mettere una marcia indietro alla scheda di trasporto c’è. Lo strumento è stato istituito col decreto 286, per dare corpo al principio della corresponsabilità di tutti i soggetti interessati al trasporto delle merci. Contiene, infatti, i dati di tutti i soggetti: il proprietario della merce trasportata, il committente, il caricatore ed il vettore; informazioni che consentono, in ogni momento alle autorità preposte di effettuare i necessari controlli e se e quando si renda necessario, sanzionare eventuali irregolarità.Il mettere tutto nero su bianco non è piaciuto a chi ha tendenze di liberismo senza freni in materia di trasporti. “ La sensazione che stiamo vivendo in queste ore – spiega Montali – soprattutto dopo il pesantissimo intervento del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è che con la scusa di ulteriori chiarimenti in merito, in nome di un presunto appesantimento burocratico, si voglia in sostanza, rendere nulla l’efficacia della scheda, abolendola nei fatti”. La disponibilità a valutare eventuali correttivi che non snaturino lo spirito della norma è già stata confermata da CNA-FITA, assieme ad Unatras (l’Unione che raccoglie Organizzazioni che rappresentano l’80% delle imprese di autotrasporto). Ma se si dovesse mettere mano ad interventi che snaturino gli obiettivi per cui la scheda di trasporto è stata istituita ”ci troveremmo di fronte – dice il segretario di CNA-FITA – ad un colpo di mano inaccettabile, che costringerebbe Unatras a rimettere in discussione tutto quanto sin qui concordato con il Governo”. Governo, che tra l’altro dovrebbe giustificare nei confronti dell’opinione pubblica il motivo per cui si verrebbe meno all’obiettivo di perseguire una sempre maggiore sicurezza sulle nostre strade, cedendo alle pressioni di quanti vogliono continuare a tenere, nei confronti delle imprese di trasporto, comportamenti al di fuori di ogni regola: “sarebbe fin troppo facile rendere di pubblico dominio le indicazioni che alcune grandi aziende stanno dando ai propri fornitori; indicazioni che vanno contro l’attuale normativa e in assoluto spregio ai più normali principi della sicurezza. La scheda di trasporto serve appunto ad evitare questi comportamenti: se qualcuno intende far prevalere la logica del profitto a scapito della sicurezza , abbia almeno il coraggio di esprimerlo apertamente”.L’organizzazione degli artigiani dei trasporti Cna-Fita, tiene a precisare Montali, non consentirà a deroghe o repentine inversioni di marcia; “se mai ciò dovesse verificarsi – conclude – non potremmo che prenderne atto e agire di conseguenza”.

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