Tper: “Vogliamo vincere il bando regionale”


La gara per la gestione del servizio ferroviario in Emilia-Romagna è “fondamentale” per Tper, che sta “lavorando alacremente” per partecipare al bando e portarselo a casa. Così Claudio Ferrari, direttore generale dell’azienda di trasporto pubblico, che ieri a Bologna ha partecipato ad una commissione provinciale. Tper è una delle tre aziende che si sono prequalificate per la gara bandita da viale Aldo Moro: l’azienda di via Saliceto dovrà vedersela con Trenitalia e con la multinazionale Arriva, controllata dalla compagna tedesca di trasporti Deutsche Bahn ma con sede a Sunderland, in Inghilterra. “Stiamo comprando dei treni e vogliamo farli circolare”, mette in chiaro Ferrari. Dunque “stiamo lavorando alacremente per partecipare alla gara e non con spirito decoubertiano”, assicura il manager. In altre parole: Tper affronterà il bando “non per partecipare – continua Ferrari – ma per vincere, con grande determinazione”.

 

 

Più passeggeri trasportati e più passeggeri paganti, una riduzione del costo del gasolio ed una sforbiciata anche sulle spese per la copertura assicurativa. E’ con risultati come questi che Tper, in anticipo rispetto ai programmi, è riuscita a passare dagli 8,9 milioni di rosso del 2012 ai 247.000 euro di utile nel 2013, come annunciato nei giorni scorsi. I manager dell’azienda di trasporto pubblico, ieri, hanno fornito una serie di informazioni più sul bilancio intervenendo, ieri, ad una commissione della Provincia di Bologna. Tra i segnali positivi più evidenti, Tper inserisce innanzitutto la gestione caratteristica e dunque il margine operativo lordo, passato dagli otto milioni del 2012 ad oltre 16 nel 2013. Inoltre, la parte straordinaria di bilancio incide positivamente per circa cinque milioni, con accantonamenti pari ad otto milioni. Sul fronte ricavi, la variazione più rilevante riguarda la vendita dei biglietti con un incremento di 3,770 milioni di euro: 2,150 dei quali si riferiscono al bacino urbano di Bologna e un altro milione e 420.000 al bacino extraurbano sempre di Bologna. Si segnala anche l’aumento di un milione di euro nei ricavi derivanti da sanzioni comminate a chi viene “pizzicato” senza biglietto. Le spese del personale, invece, sono rimaste sostanzialmente in linea con quelle dell’anno precedente. Il direttore generale di Tper, Claudio Ferrari, si sofferma in particolare sull”aumento dei biglietti staccati: “trasportiamo più gente e soprattutto più gente che paga”. Sommando 2012 e 2013, non a caso, le vendite sono aumentate di nove milioni di euro “e non si tratta di aumenti tariffari”, specifica Ferrari, visto che l’ultimo rincaro è entrato in vigore solo lo scorso ottobre.

 

 

Ferrari, poi, sottolinea il boom di sanzioni: 62.000 verbali nel 2010, 92.000 nel 2011, 108.000 nel 2012 e ben 158.000 nel 2013. Da quando è nata Tper, quella contro chi non fa il biglietto “è una lotta senza quartiere”, dichiara il manager. Tra le buone notizie, poi, c’è che nel 2013 “c’è stato un piccolo calo del costo del gasolio”, continua Ferrari: riduzione che “noi abbiamo massimizzato” aumentando i treni elettrici. C’è anche da considerare, poi, che “si fanno un po’ meno chilometri – spiega Ferrari- perchè il servizio pubblico ce ne compra meno”, visti i tagli subiti dal comparto. Infine, “abbiamo ridotto un po’ il costo per le assicurazioni – aggiunge il direttore- perchè queste fanno un po’ meno cartello”. Ad ogni modo, il raggiungimento di un utile già nel 2013 “non era scontato”, sottolinea Ferrari: “Siamo contenti di un risultato al di sopra degli obiettivi, soprattutto perchè la situazione complessiva del trasporto pubblico è ancora in grande sofferenza”. Se il bilancio è in ordine, infatti, come negli ultimi anni “siamo ancora seriamente preoccupati per gli investimenti”, aggiunge Ferrari. Quello di Tper è un risultato che “stupisce”, ammette Mauro Sorbi (Udc), facendo i complimenti alla presidente Giuseppina Gualtieri e al suo staff. In realtà, Tper “ha fatto adesso quello che avrebbe dovuto fare prima”, punzecchia Giuseppe Sabbioni (Sc). “Alla fine a pagano sono comunque i cittadini”, aggiunge Rino Maenza (Psi-Maie). Visti i numeri, replica Maurizio Barelli (Pd), Tper rientra nelle societa” “gioiello” nelle quali “il pubblico è presente e le cose funzionano”.

 

 

Per quanto riguarda il personale operativo non emergono particolari problemi, ma “abbiamo ancora bisogno di un po’ di dieta dimagrante nell”area di staff ed amministrativa”. Lo afferma Claudio Ferrari, direttore generale di Tper, che ieri è intervenuto a Bologna per una seduta di commissione provinciale. Nei due settori citati “dobbiamo perdere ancora qualche chiletto e lo perderemo”, aggiunge Ferrari. Però “non si licenzia nessuno dalla mattina alla sera”, dunque questa operazione “richiede un tempo – continua il manager- che stiamo usando in maniera opportuna”. Nel complesso, intanto, “è difficile sostenere che ai nostri dipendenti siano meno riconosciuti nei loro diritti e meno pagati nelle loro prestazioni”, dichiara il direttore generale: questa è una cosa “al di sopra di ogni sospetto”. Anzi, se una critica dovesse essere fatta all’azienda, sarebbe “una critica che dovremmo accettare nel senso opposto”, afferma Ferrari: nelle “gare toste” in cui si compete con altri operatori stranieri, infatti, il costo del personale “ci deve dare qualche pensierino”. Restando in tema di dipendenti Tper, secondo il consigliere provinciale Rino Maenza (Psi-Maie) “è sempre più evidente che gli autisti usano il telefonino” mentre sono alla guida. “Centinaia di persone”, aggiunge Maenza, potrebbero testimoniare che gli autisti di Tper ormai “lavorano di più con il telefonino che con il volante”. Su questo punto interviene anche Gianfranco Tommasi (Udc), confermando che sui bus capita spesso di vedere autisti che parlano al cellulare o mandano sms. La presidente di Tper, Giuseppina Gualtieri, ascoltate queste affermazioni invita chiunque veda queste scene ad inviare una segnalazione a Tper.

 

 

Il direttore generale Claudio Ferrari, invece, dichiara che “sullo stile di guida e sui comportamenti” del personale “c’è ancora molto da fare ed è un tema su cui lavoreremo”, anche se la qualità del servizio svolto dai dipendenti Tper resta “medio-alta”. Ad ogni modo, se ci sono autisti che usano il telefono mentre sono alla guida vuol dire che “infrangono le regole del Codice della strada”, conferma Ferrari. Il problema, però, esiste. Tanto che “noi facciamo molti provvedimenti disciplinari, ma dobbiamo – spiega il direttore – comportarci anche noi secondo le regole”. Un modo per dire che sanzionare i dipendenti non è cosa facile. “Ad ogni riunione del Consiglio di amministrazione abbiamo quattro o cinque ricorsi contro provvedimenti disciplinari”, riferisce il manager. “Le procedure non aiutano molto a scoraggiare”, dichiara Ferrari: “Se l’iter è tale per cui una sanzione arriva sei mesi dopo, questa perde molta della sua efficacia”. Difende i conducenti Maurizio Barelli, del Pd. “Ci si può ancora fidare degli autisti Tper, perchè di fatti gravi – commenta il consigliere democratico – si legge rispetto ad altri contesti e non rispetto alle nostre zone”.

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