Tper, doppio sciopero a Bologna


Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl trasporti hanno proclamato uno sciopero dei dipendenti Tper che, sabato 26 aprile, interesserà per quattro i servizi di bus del bacino di Bologna. Lo annuncia Tper in una nota, specificando che la protesta non coinvolgerà il personale dell’esercizio ferroviario: i treni Tper, dunque, circoleranno regolarmente. Per il personale viaggiante di bus e corriere, spiega l’azienda, lo sciopero si svolgerà dalle 12,30 alle 16,30.

Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Più precisamente per i bus urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 12,15. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall’autostazione, fino alle 12.20. “L’azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero- scrive Tper- un più celere ed integrale ripristino del servizio”.

Nel giro di pochi giorni, però, gli utenti Tper dovranno affrontare un’altra tornata di disagi: un ulteriore sciopero di quattro ore, infatti, è stato proclamato dall’Usb per il 30 aprile. In questo caso è il sindacato di base a spiegare che l’astensione dal lavoro riguarderà i tranvieri bolognesi, di Atc e dei relativi appalti per mercoledì 30 aprile: una protesta promossa “in difesa del posto di lavoro e contro l’uso contro i lavoratori – si legge in una nota – di appalti e subappalti da parte del Comune di Bologna e di Tper”. Dagli appalti “truccati” di Atc “siamo passati ai progetti di Tper e del Comune – scrive l’Usb – di licenziamento dei lavoratori che da anni svolgono lavori in appalto per Atc e Tper”.

Questo mentre “continua a scandalizzarci la vicenda della Coopertone, con l’annuncio odierno del sequestro dei beni a seguito delle indagini in corso della magistratura, una vicenda- scrive il sindacato- resa famosa per i soldi dei lavoratori spesi per comprarsi bagni sulla riviera”. A conferma di un sistema di appalti “scandaloso”, poi, ci sono “le cause gia” vinte da numerosi lavoratori, oggi dipendenti di Ncv- continua la nota- che hanno dimostrato che gli appalti della vecchia Atc erano fasulli e illegittimi”.

Ora Tper e le istituzioni locali, “in vista del rientro in azienda della gestione della sosta, annunciano l’espulsione di quegli stessi lavoratori – attacca l’Usb – senza nemmeno concordare soluzioni che tutelino la loro occupazione”. Per il sindacato, “la minaccia esplicita di togliere il lavoro e di considerare gli appalti come l’anticamera della disoccupazione è l’assurdo, ultimo atto di uno scandalo cittadino che non ha ancora veri colpevoli e si punta invece a far pagare ai lavoratori”.

Per l’Usb questa è “una strategia di massacro dei diritti di chi lavora”: da qui la decisione di proclamare “una prima giornata di lotta di tutti i lavoratori che subiscono, seppure separati fra loro, le conseguenze di questa politica irresponsabile, dai tranvieri ai dipendenti di decine di aziende con un solo tratto comune: la perdita dei diritti contrattuali più elementari”.

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