Tper: “Nuova Bredamarinibus? Ben venga”


Ben venga la nuova Industria italiana dell”autobus al cui interno confluirà Bredamenarinibus, perché “siamo molto attenti e interessati alla qualità di prodotti e mezzi e qualunque cosa consenta di fare investimenti di qualità per innovare la produzione dei mezzi é assolutamente importante”. Ma il “massimo” sarebbe che di pari passo riprendessero gli investimenti nel trasporto pubblico locale. Quelli cioé che sono mancati in questi anni tanto da mandare in crisi alcune aziende. Giuseppina Gualtieri, presidente di Tper, analizza così l’annuncio del progetto industriale emerso ieri al tavolo del ministero dello Sviluppo economico e che vede coinvolta la Bredamenarinibus, Irisbus e King long Italia. Tper li aspetta come nuovi protagonisti delle gare che farà per l’acquisto di mezzi.

 

Ma soprattutto, aggiunge Gualtieri oggi a Radio Tau, “se accanto a scelte industriali importanti venissero anche politiche di filiera del trasporto pubblico locale, il circuito virtuoso sarebbe positivo, creando ricchezza economica e qualità dei servizi con mezzi più nuovi, più graditi dagli utenti e con meno costi di manutenzione”. In sostanza devono riprendere gli investimenti del Governo sul Tpl. Ieri, l’Asstra, associazione delle aziende del settore, ha stimato che per avere bus con un’età media di servizio di sette-otto anni (oggi é di 12, anche per Tper) servirebbero investimenti per 700 milioni l’anno per 10 anni; e solo così si arriverebbe ad eguagliare il miglior livello che oggi vantano Stati come Germania e Francia. Qui le cose sono andate diversamente: “Mentre le nostre Istituzioni e la Regione hanno fatto sforzi enormi, i tagli nazionali sono stati drammatici”, ricorda Gualtieri.

 

Le aziende che producono autobus “non investono dove non c’é mercato”, insiste Gualtieri. E il mercato non c’é se ci sono i tagli. Dunque, bisognerebbe “completare” l’operazione dell’Industria italiana autobus rimettendo fondi nel Tpl. “Non fare investimenti nei mezzi- insiste la presidente di Tper – vuol dire avere mezzi più vecchi ma anche perdere aziende importanti; se non c’é la domanda le aziende vanno in crisi”. La novità di ieri a Roma sembra comunque un buon segnale: “Vedo positivamente la soluzione che si sta trovando per le crisi aziendali che può voler dire investimenti e mezzi” nuovi, “noi- conclude Gualtieri- operiamo attraverso le gare con tutti gli operatori e se questa operazione andrà in porto, e consentirà di produrre nuove attività, ne saremo ben lieti; e sono certa che parteciperanno alle nostre gare”.

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