Tornano le BR


BOLOGNA, 16 NOV. 2009 – I Nat – ‘Nuclei di azione territoriale (Luca e Annamaria Mantini) – tornano a farsi sentire. Il documento che i sedicenti terroristi hanno spedito per posta quattro giorni fa al Resto del Carlino e all’Unità di Bologna, è stato recapitato stamattina anche nella redazione milanese del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e nel pomeriggio alla sede Rai di Milano, a quella di Mediaset e alla redazione de "il Giornale". E siccome proprio nel messaggio viene resa nota la costituzione di cinque nuclei territoriali – a Torino, Bergamo e Lecco, oltre che nel capoluogo emiliano e in quello lombardo – la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo in cui viene ipotizzato il reato di associazione sovversiva."E’ venuto il momento di affiancare alla lotta nella società, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nei quartieri, una lotta di avanguardie armate. Alla violenza quotidiana dei poteri forti occorre rispondere con la violenza dei fatti". Così recitano le quattro pagine inviate oggi a Milano, pressochè identiche a quelle giunte venerdì scorso nelle redazioni bolognesi. Alcuni passaggi del documento sono scritti con lettere maiuscole o sono sottolineati, come a indicarne l’importanza. "Questo regime si regge sulla forza delle armi (mediatiche e militari) e chi lo vuole combattere si deve mettere sullo stesso piano. Non ci si può limitare ad essere idealisti per avere la coscienza tranquilla". Quindi "bisogna organizzare subito ristretti gruppi di difesa contro gli abusi del regime" e "bisogna partire dai piccoli gruppi per azioni di propaganda armata contro i fascisti, i razzisti, i corrotti e gli sfruttatori". Tutto ciò visto che "l’ evoluzione storico politica ha consegnato il governo dell’Italia alla destra e al nuovo centro democristiano (Partito democratico), appoggiati da Confindustria e dai poteri forti". Nel testo non ci sono nomi di singole persone minacciate, gli unici riferimenti individuali sono ai due terroristi dei Nuclei armati proletari che compaiono nella firma dell’organizzazione. Si tratta di Luca Mantini, ucciso a Firenze il 29 ottobre del 1974 durante un tentativo di rapina e di sua sorella Annamaria, morta a Roma l’8 luglio del 1975 nel corso di una operazione antiterrorismo. La Procura di Bologna ha inoltre chiesto alla Digos ultreiori informazioni "provenienti da qualsiasi organismo dello Stato" per indirizzare al meglio le indagini e per verificare la  veridicità del documento, che non viene "né sottovalutato né enfatizzato". Già sabato scorso, il ministro dell’interno Roberto Maroni aveva detto: "Ci preoccupano i segnali che abbiamo ricevuto dell’attività di un gruppo che si rifà alle Brigate Rosse". "Questo gruppo – aveva aggiunto -, che ha inviato un volantino alla redazione dell’Unità nei giorni scorsi, propone di territorializzare le attività ed è composto da cinque cellule radicate".Al momento si indaga, anche con un coordinamento tra le varie Digos interessate, per capire a chi ricondurre il documento come provenienza. E "comunque – precisano gli inquirenti – una cosa è dire che sono stati costituiti i nuclei, altra e verificarlo in concreto". Obiettivo a cui mira l’inchiesta coordinata dal Pm Enrico Cieri, del pool terrorismo della Procura del capoluogo emiliano.

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