Tornano i Nomadi con… “Ho difeso la mia poltrona”


3 APR. 2009 – La vita come ‘filo rosso’, con un brano che è anche un atto di accusa a tutta la classe politica. A tre anni di distanza dall’ultimo album di inediti esce il nuovo disco dei Nomadi, gruppo storico italiano tra i più longevi, dal titolo "Allo specchio". Il nuovo cd è composto da 10 canzoni tutte legate al tema della vita, in gran parte scritte dai fan, riarrangiamenti di pezzi raccolti in occasione dei concerti. Solamente tre le canzoni scritte dai Nomadi: "La vita è mia", "Senza nome" e "Il ballo della sedia".Nomadi Lab – "E’ il nostro disco migliore degli ultimi dieci anni" ha detto a Milano presentando il nuovo album Beppe Carletti, tastierista e storico fondatore della band, che ha definito la raccolta "un laboratorio artigianale". "Abbiamo riarrangiato testi da ragazzi non professionisti che ci hanno comunicato qualcosa. Il nostro slogan è prendere dalla gente per dare alla gente".Ritmo spagnolo – Il disco comprende anche un duetto latineggiante con Jarabe De Palo, "Lo specchio ti riflette", con un adattamento del testo in spagnolo curato dallo stesso Jarabe, già trasmesso in radio e che sarà replicato in occasione di alcune serate: i primi appuntamenti lunedì prossimo a Milano allo Smeraldo e martedì al Tendastrisce di Roma.Incollati alle poltrone – "Il ballo della sedia", è una sorta di atto di accusa alla classe politica. "Non potevamo non affrontare l’argomento – ha spiegato Carletti -. Ogni volta che apri il giornale si leggono sempre queste cose". Il brano, un blues con coro gospel, parla della "incoerenza di tutte le parti politiche" e del loro "attaccamento alla sedia".Che disagio Sanremo – Ma durante la presentazione non è mancata anche qualche frecciata al Festival di Sanremo. "E’ un gran baraccone – ha detto il batterista Daniele Campani -. Noi ci siamo andati ma con la nostra coerenza. Ci siamo sentiti pesci fuor d’acqua ma siamo contenti così. I giovani di oggi invece pensano di più al successo e alla tv, ma così snaturano la loro identità. Noi invece non siamo cambiati, siamo rimasti sempre coerenti".L’amore è sempre in hit – Di emozioni del vivere parlano anche gli altri brani: dai tormenti dell’amore (Qui e Prenditi un po’ di te) alla rabbia per un amico perso in una guerra inspiegabile (Senza nome), dalla ribellione contro chi vuole impedire che tutti siano artefici del proprio destino (La vita mia) all’indifferenza verso i problemi altrui (Il nulla). Più ottimistici gli ultimi brani: "Non so io ma tu", "In questo silenzio" e soprattutto "La dimensione", poetico inno alla vita.Troppa musica straniera alla Radio – Non è mancato anche un j’accuse contro le radio. "Preferiscono trasmettere musica straniera – ha concluso Carletti -. Hanno dei preconcetti e discriminano gli italiani, soprattutto i giovani".

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