Tornado Nonantola, danni per decine di milioni


Quella descritta dalle immagini è una situazione già sensibilmente mitigata da due giorni ininterrotti di lavoro: decine di camion colmi di macerie hanno lasciato la zona di Gazzate nelle ultime quarantott’ore, e molti altri sono in partenza. Nella zona industriale di Nonantola i danni ammontano a decine di milioni di euro, ancora impossibili da stimare con esattezza: ci sono più di cento automobili, ad esempio, da esaminare e riparare una per una, temporaneamente coperte con teli di plastica per evitare che la pioggia annunciata nei prossimi giorni peggiori la situazione. Una ventina le imprese danneggiate, Bosch e Oil Control il complesso più grande e più colpito, nei novanta secondi di terrore che hanno deturpato la zona mercoledì 30 aprile. Una tromba d’aria di violenza inaudita che, dai diretti interessati, viene descritta come un autentico tornado:

 

I detriti di uno stabilimento ne hanno colpito un altro, e così via, in un domino che – come spiegato da Lupi – non ha risparmiato le abitazioni private. Lamiere, finestroni e porte blindate, ma anche mattoni e componenti in metallo hanno seminato il panico. E’ quasi un miracolo che nessuno sia rimasto ucciso o ferito in modo grave; ma mentre i gruppi industriali più grandi sono assicurati contro calamità di questo tipo, è rarissimo che lo siano le attività produttive più piccole, e le case degli abitanti della zona.

 

Quella in corso a Nonantola, ora, è una furiosa lotta contro il tempo per tappare le falle nei tetti e coprire in qualche modo le finestre distrutte: molti scelgono di coprire direttamente i costosi macchinari all’interno dei capannoni, dando per scontato che le riparazioni di fortuna ai soffitti non reggeranno all’impatto della pioggia prevista per oggi e domani. Nel frattempo proseguono le attività di rimozione delle tonnellate di rifiuti che intralciano aziende e strade: a Geovest per Nonantola, e a Hera per San Cesario e Castelfranco, sono pervenuti gli appelli delle imprese colpite che già lunedì vorrebbero poter tornare a lavorare, per onorare la fetta più consistente dei propri ordini, quelli che tipicamente vanno rispettati prima dell’inizio dell’estate.

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