Torna a sorridere l’export dell’Emilia-Romagna


BOLOGNA, 15 GIU. 2010 – Un primo momento di respiro per un’economia in affanno ma che cerca una ripresa. Questo il primo trimestre delle attività produttive dell’Emilia-Romagna secondo il rapporto di Unioncamere regionale. Il segnale maggiormente positivo arriva dall’export: +3,9% rispetto all’analogo periodo del 2009. Un’inversione di tendenza che però risulta inferiore a quella registrata a livello nazionale che è del 6,6%. Vietato parlare di crisi alle spalle, dunque, anche perché così come sono i dati dei primi mesi del 2010 dicono che quel punto di svolta che i più ottimisti si attendevano non è arrivato. Se si guarda ai dati della produzione industriale si vede che è diminuita del 2,7% rispetto al primo trimestre del 2009. Anche le costruzioni sono diminuite (-5,2%), ancora peggio hanno registrato il settore della moda (-6,6%) e quello dell’artigianato manifatturiero (-7,1%).Grazie a paesi traino dell’economia mondiale quali sono Brasile, Russia, India e Cina (i famosi Bric), le esportazioni della regione sono però aumentate. E "per la prima volta dopo tanti trimestri negli imprenditori l’indice di fiducia è in risalita – ha detto Mario Agnoli, direttore generale di Confindustria Emilia-Romagna. "Questo è decisivo – ha continuato – per riavviare il ciclo degli investimenti".Il 24% delle imprese della regione, secondo il rapporto, ha avuto incrementi dei livelli produttivi e ci si attende, per l’anno in corso, una crescita del prodotto interno lordo regionale dell’1,3%. Di "raggi di sole" misti a "nuvole fosche", ha parlato il presidente regionale di Unioncamere Andrea Zanlari: "Abbiamo una stagnazione dei consumi e settori come l’edilizia e la moda che continuano a soffrire moltissimo".La cassa integrazione ordinaria è salita a 11 milioni di ore rispetto ai 6 del primo quadrimestre del 2009 e ancora più in impennata è stata la crescita della Cig straordinaria che ha visto autorizzate 20 milioni di ore contro il milione e mezzo di un anno fa. Per chi perde il lavoro sarà dunque importante che vengano mantenuti i finanziamenti statali a loro dedicati.Infine un dato sul credito che accentua il divario tra famiglie ed imprese. A marzo quelli per le famiglie erano cresciuti del 7,1% anno su anno (rispetto al +3,7% di fine 2009) mentre quelli per le imprese produttive erano in calo dell’11,1% (-2,7% costruzioni). Su questo punto Agnoli ha chiesto alle banche di fare uno sforzo valutando i progetti di investimento a medio lungo termine sulla base della qualità dei progetti stessi e "non fermarsi ai bilanci 2009" che ovviamente non possono essere buoni.

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