Tommy, “l’ergastolo per Alessi va confermato”


ROMA, 13 DIC. 2010 – Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Giuseppe Galati, ha chiesto ai giudici della quinta sezione penale della Suprema Corte di confermare la condanna all’ergastolo nei confronti di Mario Alessi, "per l’eccezionale gravità del delitto e il disvalore morale e sociale del sequestro di un minore, culminato con la sua uccisione". Il 2 marzo 2006, in provincia di Parma, il manovale rapì e poese fine alla vita del piccolo Tommaso Onofri, di appena 18 mesi. Il Pg ha chiesto anche la conferma della condanna a 30 anni di reclusione per la sua convivente e complice, Antonella Conserva. Il bambino, che soffriva gravemente di epilessia e aveva bisogno di farmaci salvavita, fu ucciso per soffocamento e con colpi di badile, la sera stessa del sequestro.Nella sua requisitoria, il pg Galati ha messo in evidenza "la congruenza logica del complesso motivazionale del verdetto di condanna emesso dalla Corte d’assise d’appello di Bologna, che è ancorato a prove congrue e logiche, che evidenziano la consistenza delle accuse". Secondo il Pg, tra Alessi e la Conserva c’era stato un "accordo preventivo nell’ideazione del piano di sequestro, al quale la donna contribuì anche cucendo i passamontagna, e una consapevole partecipazione della complice anche all’eventualità che il proposito criminoso potesse culminare con la morte del piccolo ostaggio". Al rapimento e al delitto prese parte, materialmente, un terzo complice: Salvatore Raimondi, condannato con rito abbreviato a 20 anni di reclusione, con verdetto passato in giudicato. "Non si sa chi dei due, tra Alessi e Raimondi – ha detto Galati –  uccise il piccolo Tommy la sera stessa del suo sequestro, il 2 marzo 2006: i due si accusano a vicenda, ma per la legge sono entrambi colpevoli perché chi consegnò il bambino all’altro, quella sera nel bosco, sapeva che il piccolo sarebbe stato ucciso".In serata la Cassazione deciderà se confermare o meno la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’assise d’appello di Bologna il 4 novembre 2009. In primo grado gli imputati erano stati condannati alla stessa pena il 28 maggio 2008, ad Alessi era stato inflitto anche l’isolamento diurno per l’aggravante della crudeltà, consistita nell’aver fratturato la mascella del piccolo. Questa aggravante, però, è stata disapplicata in secondo grado in quanto la ricostruzione dei fatti non ha potuto accertare chi dei due, tra Alessi e Raimondi, infierì a tal punto su Tommy. Alessi è detenuto a Viterbo, Raimondi a Ferrara e la Conserva a Verona.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet