Tommy: ergastolo per Alessi, Conserva di nuovo a processo


ROMA, 13 DIC. 2010 – Una conferma e una pagina bianca. Si dividono in Cassazione i destini di Mario Alessi e Antonella Conserva. Il manovale pregiudicato è stato nuovamente giudicato colpevole, insieme a Salvatore Raimondi, di aver sequestrato e ucciso il piccolo Tommaso Onofri, la sera del 2 marzo 2006 a Casal Baroncolo, in provincia di Parma. Il suo ergastolo è stato confermato stasera dalla Quinta Sezione penale della Cassazione. Per quanto riguarda la sua convivente, invece, i supremi giudici hanno stabilito di affidare un nuovo processo ad un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, che rivaluterà più approfonditamente la sua responsabilità, come chiesto dai legali della donna Anastasio Pierluigi e Eduardo Rotondi. La condanna a 30 anni di reclusione inflitta alla donna potrebbe, quindi, essere rivista. Stamani, nella sua requisitoria, il sostituto procuratore generale Giuseppe Galati aveva chiesto la convalida del verdetto d’appello emesso il 4 novembre 2009 che aveva ratificato la pronuncia di primo grado del 28 maggio 2008 eliminando, però, l’aggravante della crudeltà, decretata dalla Corte d’Assise di Parma nei confronti del solo Alessi e punita con la pena dell’isolamento diurno. Raimondi era stato invece giudicato a parte con rito abbreviato e, questa estate, è divenuta per lui definitiva la condanna a 20 anni. Tuttora non si sa chi dei due uomini abbia strangolato e colpito Tommy con un badile: si accusano l’un l’altro ma per la giustizia sono entrambi colpevoli. "Il fortissimo disvalore sociale e morale connesso al rapimento di un bambino e l’eccezionale gravità della tragica conclusione della vicenda – ha sottolineato il pg Galati – giustificano in pieno l’entità delle condanne, considerando anche che è mancato qualunque elemento di resipiscenza". Ad avviso del pg la sentenza d’appello, contestata dai legali di Alessi e Conserva, "mostrava una congruenza logica nel percorso motivazionale e gli elementi di accusa e le prove a carico sono consistenti oltre ogni ragionevole dubbio". Ma qualcosa, per quanto riguarda la posizione della Conserva necessita, ad avviso dei supremi giudici (collegio presieduto da Aldo Grassi) di una ulteriore ponderazione. Solo quando saranno depositate le motivazioni del verdetto di questa sera, si saprà meglio quali elementi dovranno essere rivalutati. Senza successo l’avvocato Laura Ferraboschi ha chiesto l’annullamento con rinvio della condanna di Alessi sostenendo che nei suoi confronti "c’é stato un processo mediatico che, pur senza entrare nella testa dei giudici, ha però condizionato l’atmosfera del processo ‘reale’ ai danni di un uomo martoriato subito come ‘mostro’". Alessi, ha annunciato, "farà ricorso alla Corte di Giustizia di Strasburgo per denunciare la violazione dei suoi diritti di difesa". A incastrare i rapitori fu l’impronta di Raimondi lasciata sul nastro adesivo usato dai rapitori per immobilizzare i familiari del piccolo ostaggio. I Ris la confrontarono con quella di tutte le persone che avevano avuto a che fare con gli Onofri. Tra loro Raimondi che aveva ristrutturato il loro casolare. Il papà di Tommy è tuttora in coma neurovegetativo dopo un ictus che lo ha colpito ormai da diverso tempo. Paola Pellinghelli, mamma di Tommaso, non ha potuto partecipare all’udienza in Cassazione perché sta assistendo il padre malato. Tutta la famiglia, compreso il fratellino maggiore Sebastiano, si è costituita parte civile.

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