Togliete quella croce dalla fronte di mio figlio


CESENA (FC), 12 OTT. 2009 – Un segno di Dio, difficile da levare dalla fronte. Se lo porta appresso da qualche giorno un bambino di tre mesi di una coppia di Cesena. Dal giorno del suo battesimo, la croce disegnata con le dita dal parroco non va più via. Un miracolo? Le macchie di umidità a forma di Beata Vergine sembrano una bazzecola in confronto. Eppure niente di tutto questo. E’ solo colpa del bergamotto calabrese, l’essenza usata, diluita con l’olio, al momento della benedizione del bebè. Un gesto che disegna una croce sulla testa ufficializza la sua entrata nella comunità cattolica.Ma i genitori si sono lamentati, perché quella croce, come dicevamo è difficile dal levare e, soprattutto, impossibile da lavare, visto che si tratta di una ‘iperpigmentazione da fotosensibilizzazione’. Per tutelare il loro bambino, la coppia si è anche rivolta a un avvocato, il quale ha fatto un po’ di indagini sull’utilizzo dell’essenza sotto accusa: “Viene acquistata in quantità consistente in una farmacia di Cesena e successivamente diluita e conservata e diffusa nelle varie parrocchie da un apposito sacerdote incaricato”.Vista la regione di provenienza del bergamotto, la Calabria, verrebbe da pensare a un legame con la recente denuncia di rifiuti radioattivi disseminati sul fondale marino. Per ora però questa relazione si può escludere. Anche perché, se si spegne la luce, nessuna fluorescenza appare sulla fronte del bambino. Ma il problema, per la famiglia, spiega il legale, è di “non poter esporre il piccolo al sole, quindi di uscire di casa con lui, insomma è stata alterata la quotidianità".Secondo quanto afferma l’avvocato che rappresenta la famiglia è emerso che anche un altro bambino battezzato lo stesso giorno e nella stessa parrocchia presenta il medesimo segno sulla fronte anche se in modo meno accentuato. Intanto l’ufficio stampa della Diocesi di Cesena-Sarsina ha fatto sapere che da ora sospende l’utilizzo dell’olio al bergamotto: “Abbiamo preso atto della reale difficoltà che la famiglia interessata sta vivendo.”

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