Toghe a congresso a Modena. “E’ emergenza democratica”


MODENA, 27 MAR. 2009 – Sala affollata alla camera di commercio, in occasione della seconda giornata di lavori per il congresso nazionale di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe. Nei vari interventi che si sono susseguiti, i vertici del sindacato dei magistrati a più riprese hanno fatto appello alla necessità di unità nella categoria, ma anche al bisogno di riflettere sui cambiamenti che una giustizia efficace richiede, pur restando ferma l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, base imprescindibile. Ieri il congresso si era aperto con toni più che allarmati per quanto accaduto intorno alla vicenda di Eluana Englaro e cioè per il "conflitto istituzionale di inaudita gravità" che si è consumato proprio su quel caso. Uno "strappo drammatico nel tessuto degli equilibri istituzionali disegnati dalla nostra Costituzione", ha detto dal palco la segretaria della corrente Rita Sanlorenzo che ha parlato di una "pagina nerissima per lo Stato di diritto", riferendosi non solo al decreto legge approvato dal governo per "porre nel nulla" un provvedimento giudiziario "ormai definitivo" che riconosceva a Eluana "il diritto di cessare un’esistenza ormai solo vegetativa"; ma anche alle "dichiarazioni di sfida" del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, pronunciate dopo che il capo dello Stato aveva rifiutato di firmare quel decreto: l’intenzione annunciata cioè di "voler cambiare la Costituzione per sottrarre alla figura del Capo dello Stato il ruolo di garante del rispetto della legalità costituzionale e sancire definitivamente una tendenza già in atto, ossia l’elezione del decreto legge ad unico vero strumento di governo in un sistema costituzionale ritenuto inadeguato". Il tutto, avendo sullo sfondo "il progressivo abbandono della prospettiva della laicità dello Stato"."Si preannuncia dunque un’emergenza gravissima che riguarda non solo la giurisdizione ma tutto l’assetto democratico repubblicano", avverte la leader di Md, secondo cui "è difficile che a una radicalizzazione così violenta non seguiranno misure concrete sugli assetti costituzionali". E i segnali non mancano, almeno per quanto riguarda i giudici: c’è stata una "pesante ripresa degli attacchi alla magistratura" quando ha toccato esponenti della politica, e si è arrivati addirittura al "tentativo, quando indagini e processi hanno riguardato il capo del governo, di paralizzare il corso complessivo della giustizia penale, pur di fermare un solo processo".E il clima attorno alle riforme che si prospettano (su intercettazioni, limitazione dei poteri del pm e Csm) è quello di un "chiaro spirito di rivincita" nei confronti delle toghe. Ce n’è anche per il Pd, visto che dopo "iniziative giudiziarie che hanno visto coinvolti suoi esponenti", ha fatto "aperture, in parte nuove, a ipotesi di interventi normativi dalle prospettive incerte".I lavori di Magistratura democratica finiscono domenica mattina, con l’elezione dei componenti del consiglio nazionale.

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