Tiziano Motti e l’Italia dei “dritti”


16 APR. 2009 – In questa campagna elettorale tutti sembrano alla ricerca di un “piccolo” Berlusconi che ripeta a livello locale l’exploit del presidente-miliardario. Cazzola a Bologna un po’ gli assomiglia: imprenditore e presidente di una squadra di calcio. Ma per il resto niente “carisma” (o anche: niente televisioni a fare da supporto). Eppure il Berlusconi emiliano-romagnolo è come l’uovo di Colombo: la soluzione c’è già, è sotto gli occhi di tutti eppure nessuno sembra notarla.Stiamo parlando di Tiziano Motti, reggiano, auto-candidato alle Europee, il cui faccione occhieggia dai cartelloni di mezza regione, compresa piazza del Nettuno a Bologna (dove addirittura è in dimensioni colossali – e i giornalisti dell’Unità dalla redazione ancora si domandano chi sia “quello lì”).L’altro giorno parcheggiato vicino allo stadio Giglio di Reggio Emilia c’era il Motti-bus (o come si chiama) cioè un pullman con il solito faccione del candidato. Cosa trasporterà? Forse i partecipanti alla serata in discoteca con Jerry Calà o alla serata vicentina con Walter Nudo, eventi forti della campagna elettoral-mediatica di Motti. Forse lo stesso Motti, deputato-autista. Sì perché lo slogan di Motti è: “sono come te”; cioè sono un operaio, uno studente, un manager, una donna, un immigrato, un netturbino, un commerciante, una commessa della Coop, un padrone di quotidiani, un elettricista, uno dello spurgo fognature eccetera. Un professore universitario di Bologna gli ha fatto notare (più o meno) che è abbastanza difficile identificarsi con il suo sorriso da studio odontoiatrico di Manhattan, con il completo fininvest, con il capello cotonato anni Ottanta (che a onor del vero è stato un po’ spettinato per questa tornata elettorale). Ma Motti prosegue per la sua strada, niente affatto turbato.E sulla sua strada semina guide telefoniche che sponsorizzano la sua candidatura e che sono a loro volta sponsorizzate da enti locali e da soggetti pubblici come Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Api, Confartigianato, Confcooperative, Cna, Confcommercio, Confesercenti e Legacoop. L’ultima segnalazione è proprio di oggi da parte del presidente del consiglio provinciale di Reggio Emilia, Lanfranco Fradici. Per fortuna, commenta Fradici a proposito dell’ultima pioggia di guide telefoniche, “il Comune di Reggio Emilia non ha concesso il patrocinio, così come non è stato concesso dalla Provincia”.Tiziano Motti è abituato a questo tipo di critiche (non essendo proprio nuovo a sponsorizzazioni spregiudicate) e non ci fa caso. Prosegue dritto sulla sua strada. Quella che lui chiama “l’Italia dei diritti” ma che, più semplicemente, ci permettiamo di definire sempre la solita “Italia dei dritti”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet