Titan, via un terzo dei dipendenti


BOLOGNA, 21 GEN. 2010 – Otto ore di sciopero, un presidio cominciato stamattina e che andrà avanti fino a quando non giungeranno buone notizie. E’ la protesta dei 273 operai della Titan di Crespellano, nel bolognese, da un anno in cassa integrazione (scadenza 13 febbraio) e ora in agitazione dopo l’annunciato licenziamento di un terzo di loro da parte dell’azienda. "Siamo a un passo dalla rottura delle trattative", ha annunciato ieri il segretario della Fiom bolognese Bruno Papignani. "Nonostante un’ampia disponibilità al confronto offerta dalla Fiom e dalla Rsu, che ha proposto di attivare la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione per 24 mesi accompagnata da un piano industriale, limitando l’esubero ai pensionabili volontari, l’azienda si è resa disponibile solo a valutare la Cigs per 12 mesi senza nessuna integrazione e purché non ci sia rotazione fra i lavoratori sospesi", ha spiegato Papignani sottolineando che "coloro che vengono posti in Cigs a zero ore, poi passerebbero senza soluzione di continuità al licenziamento".Venerdì pomeriggio il un nuovo incontro tra sindacati e proprietà. Per salvare i posti di lavoro si cerca di fare aprire alla Titan una procedura per ristrutturazione la quale consentirebbe di utilizzare gli ammortizzatori per due anni anziché uno solo.

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