Tirocini, la legge regionale entra in vigore


BOLOGNA, 16 SET. 2013 – È entrata in vigore oggi la legge sui tirocini approvata lo scorso 16 luglio dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. “Per molti aspetti la nuova normativa ricalca quella precedente di carattere nazionale, prevedendo la stipula di una convenzione tra soggetto promotore e soggetto ospitante, un piano formativo relativo al tirocinante, le coperture assicurative e infortunistiche”, spiega il responsabile sindacale di Confcooperative Modena Alessandro Monzani.

 

La legge regionale arriva dopo un periodo di incertezza normativa creato dalla riforma del 2011, poi bocciata dalla Corte costituzionale a fine 2012, e ricalca i contenuti di un Accordo Stato-Regioni del gennaio scorso. La presentazione del progetto di legge da parte della Giunta regionale è stata preceduta da un’intensa concertazione con le parti sociali. Il testo, che vale per i tirocini attivati da oggi – lunedì 16 settembre – ha l’obiettivo di arginare gli abusi che in alcuni casi si sono verificati in questi anni prevedendo, tra l’altro, la non ripetibilità presso la stessa azienda, l’individuazione di una qualifica di riferimento e l’obbligo di adibire il tirocinante alle mansioni previste dal piano formativo individuale.
“Confcooperative, che è d’accordo su queste misure, ha invece sollevato riserve sull’obbligo di svolgere un qualche tipo di formazione attraverso enti accreditati. Il testo approvato è, però, un punto di equilibrio accettabile – afferma Monzani – Anche sull’indennità di partecipazione, che la legge 92 del 2012 ha resa obbligatoria, è stato raggiunto un buon accordo”.
“In tema di soggetti svantaggiati è stata riscontrata una notevole sensibilità di tutti i soggetti coinvolti: Regione, sindacati, associazioni imprenditoriali. La legge affronta le peculiarità dei tirocini per persone disabili e svantaggiate individuando tre temi – ripetibilità del tirocinio, limiti numerici e indennità – per i quali la Giunta indicherà specifiche modalità operative in deroga alla legge, già in parte individuate dal confronto on le parti sociali. Lo strumento amministrativo è sembrato corretto – conclude il responsabile sindacale di Confcooperative Modena – anche perché è molto flessibile”.

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