Testamento biologico, sì con polemica sotto le Due Torri


BOLOGNA, 22 OTT. 2009 – Prima la soddisfazione e poi la polemica. E’ stata duplice la reazione della Rete Laica alla notizia che la segreteria generale del Comune di Bologna ha accettato la proposta di delibera popolare per l’istituzione di un registro per i testamenti biologici, iniziativa di cui l’associazione si era fatta promotrice. Dapprima il portavoce Maurizio Cecconi si è mostrato molto entusiasta di cominciare la raccolta firme, ma poi ha attaccato l’ufficio comunale, accusandolo di aver voluto dare un giudizio politico della questione."Servono almeno 2.000 firme, ma noi puntiamo a superarle", ha dichiarato Cecconi lanciando la "sfida dei banchetti". Saranno dieci i punti di raccolta firme previsti in città. Sabato 24 ottobre, dalle 10 alle 19, verranno allestiti in via Rizzoli, angolo via Artieri, e in via Indipendenza, davanti all’Arena del Sole e all’angolo con via Altabella, praticamente sotto la sede dell’Arcidiocesi. A questi ultimi due domenica si aggiungeranno cinque circoli Pd dove si voterà anche per le primarie: Belle Arti, Andrea Costa, Passepartout, Pavese e quartiere Barca. Ma nonostante il parere positivo alla proposta di delibera popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici, la Rete Laica di Bologna se l’è presa con la Segreteria Generale del Comune: "Secondo il regolamento, è tenuta a dare un parere di legittimità sulle proposte avanzate e nient’altro, ma nell’allegare anche un parere giuridico ci sembra che sia sconfinata nel giudizio politico", ha spiegato in una nota Cecconi. Per il portavoce, infatti, "i punti cardine del parere giuridico della Segreteria Generale sono: la normativa vigente non permetterebbe la creazione del registro presso l’Anagrafe; la redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia; il Comune può istituire un registro purché non all’Anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati; il Comune potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ‘sensibili’ quali le convinzioni religiose". Dunque, è l’analisi di Cecconi, "dobbiamo constatare che le obiezioni giuridiche avanzate dalla Segreteria Generale tentano di smontare la nostra proposta di delibera popolare", ma "dopo un esame approfondito, possiamo affermare con sicurezza che sono infondate, perché già altri Comuni hanno istituito presso l’Anagrafe il registro dei testamenti biologici e in nessun modulo per i testamenti biologici è chiesto al cittadino quali siano le sue convinzioni religiose o filosofiche". Dunque, ha concluso Cecconi, "il parere giuridico espresso testimonia una concezione privatistica dei diritti, che diventano così esercitabili solo se si registra un documento privato davanti a un notaio: è la stessa concezione privatistica dei diritti promossa dal cattolicesimo conservatore che, come di fronte alle richieste di riconoscimento delle unioni civili con un apposito registro, sempre risponde che "è sufficiente sottoscrivere una registrazione privata".

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