Testamento biologico, presentate in Regione due risoluzioni a difesa della laicità dello Stato


BOLOGNA, 26 FEB. 2009 – Nel corso dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna sono state presentate due risoluzioni in vista dell’approvazione della Legge sul testamento biologico: la prima porta la firma di Ugo Mazza (Sd), Paolo Zanca (Sdi), Donatella Bortolazzi (Pdci), Renato Delchiappo (Misto), Paolo Nanni (Idv), Leonardo Masella (Prc) e Daniela Guerra (Verdi); la seconda ha come primo firmatario Marco Monari del Pd ed è stata sottoscritta da altri nove consiglieri democratici (Lucchi, Piva, Salsi, Muzzarelli, Fiammenghi, Mazzotti, Tagliani, Borghi ed Ercolini).Entrambi i documenti esprimono solidarietà alla famiglia Englaro e auspicano che, nel reciproco riconoscimento delle diverse opinioni culturali e delle convinzioni religiose, la nuova legislazione salvaguardi pienamente il principio della laicità dello Stato senza alterare il principio fondamentale contenuto nell’art. 32 della Costituzione, in cui si afferma che "nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".Il documento della sinistra invita la Giunta a far sentire con determinazione la voce di un’Assemblea orientata all’approvazione di una Legge sul testamento biologico che contenga modalità semplici per la registrazione delle scelte della persona interessata e alcuni principi irrinunciabili tra le cosiddette "direttive anticipate" per le fasi finali della propria vita. Vale a dire "l’indicazione di un tutore che rappresenti la volontà del malato non più in grado di comunicare, la possibilità di rinuncia a trattamenti terapeutici forzati e invasivi e l’inclusione dei trattamenti di sostegno vitale, idratazione e alimentazione forzata tra le scelte personali". Questa prima risoluzione chiede alla Giunta di intervenire in ogni sede e nella Conferenza Stato-Regioni per opporsi a ogni scelta che neghi i principi fondamentali della Costituzione. La Giunta deve poi sentirsi impegnata a garantire che i servizi pubblici regionali siano sempre in grado di offrire ai cittadini il pieno rispetto dei loro diritti e delle loro volontà, verificando se eventuali forme di obiezione di coscienza da parte del personale siano conformi con la legislazione italiana ed europea.   Il documento del Pd invita la Giunta ad attivarsi presso il Parlamento e ogni altra sede istituzionale affinché si pervenga all’approvazione di una Legge formulata in modo semplice, rigoroso e nel pieno rispetto della dignità della persona sulle direttive anticipate di trattamento. Questa nuova Legge dovrà porsi in continuità e con corretta interpretazione del consenso informato, rifiutando tanto il ricorso a ogni forma di eutanasia, quanto ogni forma di accanimento terapeutico. Dunque, dovrà garantire la possibilità di rinunciare preventivamente a interventi forzati ed invasivi e "la possibilità di esprimere la volontà della persona anche attraverso un tutore o altro soggetto incaricato di dare o rifiutare il consenso agli interventi terapeutici". Si ribadisce, infine, che i principi della futura Legge, i divieti, la disciplina di dichiarazione anticipata di trattamento e il ruolo degli operatori sanitari dovranno garantire senza incertezze i principi fondamentali della Costituzione.

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