Testamento Biologico, Bologna dice sì al registro


BOLOGNA, 24 NOV. 2009 – Presto Bologna avrà un registro dei testamenti biologici a disposizione dei propri cittadini. Lo ha deciso il Consiglio comunale approvando un ordine del giorno, presentato dal Pd, che impegna la giunta ad adottare i provvedimenti attuativi necessari all’organizzazione del registro e a definirne le modalità operative. Il documento approvato era stato proposto dal capogruppo del Pd, Sergio Lo Giudice. La maggioranza ha votato compatta e ai suoi voti si sono aggiunti quello dell’esponente della lista di Beppe Grillo, Giovanni Favia, e Felice Caracciolo, capogruppo della lista ‘Giorgio Guazzaloca per Bologna’. Assente al momento del voto il Pdl, che ha lasciato l’aula in segno di protesta quando è stato chiesto di procedere a oltranza. Mancavano anche Alfredo Cazzola, i consiglieri di ‘Bologna Capitale’, Bernardini della Lega Nord, Sconciaforni del Prc e i due consiglieri dell’Idv.Ora quanto stabilito dell’ordine del giorno passerà al vaglio dei dirigenti di settore, prima di tornare in Consiglio come delibera. Nel testo, oltre a prevedere il registro, si impegna il Comune (il settore competente e la Giunta) a trovare il modo di comunicare ai cittadini iscritti nel registro le informazioni “sullo stato di validità delle loro richieste e sulle modalità di rinnovo o di cancellazione, affinché chi desideri valutare l’opportunità di esprimere la dichiarazione, riceva tutte le informazioni, anche di carattere medico, in grado di orientarne la scelta nel modo più consapevole e rispettoso di una corretta e proficua relazione tra medico e paziente”. “Un modo per rispondere a un’esigenza diffusa dei cittadini, i quali chiedono di non dovere necessariamente ricorrere a un notaio ma di avere anche presso il Comune la possibilità di depositare la propria dichiarazione anticipata di trattamento”, ha detto il consigliere comunale e segretario del Pd bolognese Andrea De Maria. “Con questo provvedimento – ha continuato – si vuole dare anche un segnale al Parlamento perché si faccia sul testamento biologico una legge che rispetti il dettato costituzionale e anche i diritti civili fondamentali delle persone”.

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