Terrorismo, Olga D’Antona: “La Banelli è ambigua e spregiudicata”


15 APR. 2009 – "Non voglio discutere le decisioni della magistratura ma questo non mi impedisce di esprimere la mia opinione su Cinzia Banelli che a mio avviso è un personaggio dal comportamento ambiguo e spregiudicato". Olga D’Antona, moglie del professore ucciso dalle Br e deputata del Pd, si esprime così sulla pentita alla quale oggi il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha concesso gli arresti domiciliari. "Resto dell’opinione – afferma D’Antona – che la sua collaborazione non sia stata completa, non abbia detto tutto quello che sapeva e che sia stata una collaborazione strumentale al fine di ottenere dei benefici di cui gode". Secondo il Tribunale di Sorveglianza di Roma, invece, "si può dire raggiunto l’obiettivo del recupero alla società di una persona che si è dimostrata estremamente pericolosa". Questo è infatti uno dei passaggi del provvedimento che ha concesso alla ex brigatista Cinzia Banelli la detenzione domiciliare. Secondo i giudici, il ravvedimento della Banelli "attiene alla sfera interiore della persona". "Nel caso di specie – si legge ancora – vi è una inusuale abbondanza di tali circostanze, prima tra tutte il processo intentato alla Banelli dalle Br. In tempi veramente non sospetti di strumentalizzazione a fini liberatori, Cinzia Banelli manifesta con una serie di comportamenti e di affermazioni, che giustamente allarmano i brigatisti, i primi sentimenti del ripensamento". Nel provvedimento si fa cenno anche alla sfera personale di Cinzia Banelli, alla sua maternità: "Le scelte di affettività – spiegano i giudici – compiuti all’insaputa dell’ organizzazione, evidenziano il prevalere dell’aspetto personale su quello politico, notoriamente non in sintonia con il credo brigatista". Il Tribunale di Sorveglianza proseguee: "La Banelli non dichiara, come altri hanno fatto, che sono mutate le condizioni storiche che hanno reso necessaria la lotta armata; al contrario, afferma di essere cambiata lei e di aver capito di aver imperdonabilmente sbagliato".A Cinzia Banelli è stato applicato anche l’indulto, nella misura di tre anni, sia per quanto riguarda l’omicidio D’Antona che per l’omicidio Biagi. Nel provvedimento si ricordano i pareri favorevoli ai domiciliari, espressi dalla Procura generale di Roma e da quella di Bologna, oltre alle lettere inviate dall’ex brigatista alle famiglie dei due uomini assassinati. "La Banelli – si legge ancora nel provvedimento – ha dimostrato di possedere uno spirito lucido e riflessivo, di essere pienamente consapevole del danno umano e sociale prodotto, di essere definitivamente lontana e distaccata dalle proprie scelte eversive".

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