Terremoto, no del Governoa nuovi aiuti


©TrcMODENA, 29 NOV. 2012 – Dal maxi-emendamento del Governo sul decreto sui costi della politica, su cui è stata posta la fiducia, sono state tolte due nuove norme a sostegno delle zone colpite dal sisma, che erano state introdotte dalla Commissione Bilancio e Affari costituzionali del Senato, il cui lavoro si era protratto fino a notte fonda. Dopo la bocciatura sulla copertura da parte della Ragioneria generale dello Stato, a “saltare” sono state la norma che introduceva la rateizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi per i lavoratori dipendenti e la rateizzazione delle imposte per le aziende che hanno subito danni economici, con vistoso calo del fatturato. Una scelta “discutibile e negativa” per le imprese danneggiate, secondo i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna Vasco Errani, della Lombardia Roberto Formigoni e del Veneto Luca Zaia. “Quello della Commissione – scrivono i tre governatori in una nota – era stato un lavoro positivo, che andava esattamente nella direzione indicata dalle forze economiche e sociali regionali. Per le nostre Regioni la questione non é chiusa, proseguiremo con le associazioni economiche e sociali a tener aperta e viva e l’attenzione del Paese e a ricercare le indispensabili soluzioni. A questo proposito abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente Monti”. Ma non tutto è perduto. “Le norme sul sisma dell’Emilia, espunte dal maxi-emendamento del governo al decreto sui costi della politica, saranno "valutate" per un eventuale inserimento nella legge di stabilità” hanno detto oggi il sottosegretario al Tesoro, Gianfranco Polillo e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. "Il governo si riserva di valutare in sede di legge di stabilità le proposte per individuare se ci sono le risorse e trovare coperture meno aleatorie".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet