Tentano colpo in gioielleria, la polizia uccide un rapinatore


MODENA, 2 FEB. 2011 – L’agente veneto ha sparato prima in aria per intimare l’alt, poi, quando ha visto il malvivente estrarre dalla tasca quella che si intuiva essere un’arma ha sparato ad altezza uomo a una distanza di cinque metri. Ha colpito Giuseppe Mayer, 61 anni, giostraio sinti, alla spalla, il proiettile è stato deviato fino al cuore. L’uomo è morto in pochi secondi. Altri tre colpi la polizia di Verona li ha sparati verso le gomme di un’auto che si allontanava velocemente, quasi scappasse da via San Martino di Mugnano. In realtà al volante c’era una ragazza di Portile, spaventata, che nulla c’entrava e che fortunatamente ne è uscita illesa. Un altro passante è stato controllato dalle forze dell’ordine, ma sempre estraneo ai fatti. Erano, del resto, momenti concitati: le squadre mobili di Verona, Padova e Como già da tempo erano sulle tracce di questa banda che rapinava gioiellerie.Ieri il commando formato da sei uomini e due donne doveva colpire a Como, invece all’ultimo momento si è spostato a Modena, al laboratorio orafo di Francesco Viola, a Portile. L’Alfa della banda, segnalata da un gps, è arrivata a sera sull’obiettivo, ad attenderli una ventina di uomini, tra polizia veneta e modenese. Quando una delle donne ha cercato di entrare nel negozio fingendosi una cliente è scattato il blitz e la sparatoria. Mayer, il capo, che ultimamente faceva base a Mestre, è rimasto a terra, ritrovata vicino al corpo la sua pistola, calibro 9.21.Arrestati gli altri sette rapinatori, tra cui pare anche i due basisti originari di Castelfranco, tutti quanti nomadi. Fermata un’ottava persona a Padova, coinvolta nei tanti colpi messi a segno dall’organizzazione criminale. Domani dovrebbe esserci la convalida degli arresti.L’agente che ha ucciso Mayer potrebbe presto finire nel registro degli indagati, atto dovuto, con l’accusa di omicidio, per permettere indagini approfondite che non lascino dubbi sull’accaduto. La procura sta però ancora attendendo tutti gli atti. Questa mattina la polizia ha controllato i campi nomadi modenesi per verificare che non ci fossero ospitate persone sospette, ma sono stati trovati solo i residenti regolari.

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