Tengono le imprese femminiliuna potenzialità per l’ER


BOLOGNA, 25 LUG. 2013 – Non solo tiene, ma addirittura cresce l’imprenditoria femminile in Emilia Romagna. A dirlo sono i numeri: 97.846 le imprese dirette da donne in regione, pari al 20,9% del totale imprese registrate al 31 marzo 2013, con un +2,7% negli ultimi 5 anni. L’Emilia Romagna è l’ottava regione in Italia (con il 6,9%) per numerosità di imprese in rosa sul territorio. E da un’analisi RED-Centro Studi Sintesi emerge anche come le imprese condotte da donne in Emilia Romagna abbiano contribuito nel 2011 alla creazione del 20,3% del valore aggiunto regionale, pari ad oltre 25 miliardi di euro.L’unico segno meno, ma di appena lo 0,1%, si ha nel confronto annuale con il marzo 2012. Segno che comunque gli effetti della crisi si sono fatti sentire. Il calo però è assai ridotto rispetto a quello ben più sensibile delle imprese non femminili che è stato dell’1,4%. C’è stata dunque una sostanziale tenuta delle imprese femminili che dal 2007 in Emilia Romagna sono cresciute di quasi il 3%, compensando in parte, la perdita di oltre 14.000 imprese gestite da imprenditori di genere maschile. Nello stesso periodo, le imprese femminili italiane sono cresciute solo dello 0,1%, segno di come l’Emilia Romagna sia una regione che accresce il potenziale femminile. Proprio per accrescere la competitività delle imprese in rosa associate sta lavorando CNA Impresa Donna Emilia Romagna, in termini si strategie e strumenti, 25.000 tra titolari di impresa, legali rappresentanti e collaboratrici, che rappresentano il 23,6 degli associati a CNA in Emilia Romagna e che nel 6,6% dei casi sono nate all’estero. La percentuale maggiore delle imprese rosa associate è a Rimini (9,58%); seguono Bologna (7,40%), Modena (6,66%), Parma (6,56%), Reggio Emilia (6,19%), Imola (5,17%), Piacenza (4,71%), Ravenna (4,40%), chiude Ferrara col 4,18%.Di come accrescere la capacità delle imprese femminili di stare sul mercato, si parlerà domani 26 luglio a Ravenna nel corso di un work shop che seguirà l’Assemblea regionale chiamata ad eleggere gli organi dirigenti in carica per i prossimi 4 anni. Ma ci sono anche altri elementi positivi, come attestano i dati CNA. Le imprese femminili associate sono sempre meno marginali e tendono sempre più ad adottare forme giuridiche meglio strutturate. Il 34,10% delle imprese sono Snc ed il 19,91% Srl. Si consolidano le attività, con ormai il 50% delle imprese che ha un’anzianità superiore ai 10 anni, cresce la percentuale di imprenditrici con un’età comprese fra i 30 ed i 49 anni (46,83%), aumentano i casi di collaborazione in rete tra imprese. Aumentano inoltre i settori in cui le donne si cimentano, settori innovativi dall’informatica alla ricerca all’ITC, oltreché nei servizi pubblici, sociali e personali.I numeri sono importanti, ma anche le difficoltà di fare impresa. I risultati emersi da un’indagine nazionale effettuata su di un campione di 600 imprenditrici emerge che il 70% delle intervistate concorda sul maggior impegno richiesto alle donne per ottenere gli stessi riconoscimenti professionali degli uomini. Difficoltà che per quasi la metà delle intervistate, diventa discriminazione, avvertita in particolare all’inizio dell’attività imprenditoriale. In Italia non ci sono molte donne nei posti di potere/decisionali, sia a causa di una cultura conservatrice del mondo produttivo ed istituzionale che per le difficoltà di conciliazione lavoro – famiglia. Tuttavia, nonostante le difficoltà ancora esistenti, è l’Emilia Romagna la regione con il maggior numero di donne ai posti di comando, con il maggior numero di dirigenti, e, soprattutto, con la maggior rappresentanza politica femminile. Secondo le elaborazioni Red-Sintesi, il 28,4% degli amministratori comunali (sindaco, assessore, consigliere) in Emilia è di genere femminile (valore Italia 20,3%); il 26,1% a livello provinciale (valore Italia 14,8%) e il 23,8% a livello regionale (valore Italia 14,8%).Ci sono dunque potenzialità notevoli di crescere e competere “a partire – come sottolinea Benedetta Rasponi Presidente di CNA Impresa Donna Emilia Romagna – dalle nostre priorità, che devono misurarsi con le nuove esigenze di rappresentanza delle imprese di donne e delle donne di impresa. Rafforzare la rappresentanza femminile e la sua visibilità all’interno della CNA e della società regionale. Questo servirà a promuovere politiche adeguate che potremo presentare anche alla consultazione generale avviata in preparazione di un progetto di legge regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere. Inoltre intendiamo sollecitare l’applicazione del protocollo nazionale di intesa firmato da Governo e Unioncamere che prevede la costituzione di un tavolo regionale di Unioncamere di coordinamento sull’imprenditoria femminile”.A conclusione della giornata, alle ore 18 nei Chiostri Biblioteca Oriani in Piazza San Francesco, sarà inaugurata “Women Temporary Store and Trasmission”, l’iniziativa promossa da CNA Impresa Donna Emilia Romagna e CNA di Ravenna, che fino al 28 luglio si propone di far conoscere e promuovere le competenze femminili e far conoscere al pubblico le produzioni di 9 imprese femminili della Romagna.

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