Tecnologia ceramica, fatturato 2013 a 1,7 miliardi


La 22° Indagine Statistica Nazionale realizzata da Acimac registra un incremento del fatturato complessivo del 2,2% sul 2012. L’export sale dell’5,8% e rappresenta il 79,9% del fatturato totale del settore. Crescono Asia, Medio Oriente, Africa e Sud America. Rallenta l’Unione Europea. Il fatturato generato dalle vendite in Italia in leggera flessione rispetto all’anno precedente. Il settore dei costruttori italiani di macchine per ceramica conferma ancora una volta la propria leadership mondiale con risultati in crescita rispetto all’anno precedente.

 

 

Nei dodici mesi del 2013, infatti, il fatturato di settore si è attestato su 1.710 milioni di euro con una crescita del 2,2% sull’anno precedente. Export a +5,8%. A trainare le vendite, sono state le esportazioni, che generano l’80% del giro d’affari di settore, e hanno registrato un incremento del 5,8%, portando a 1.366,4 milioni di Euro il fatturato realizzato fuori dall’Italia. La suddivisione delle vendite per area geografica mostra anche nel 2013 una ripartizione pressoché omogenea.

 

 

Scala la classifica l’Asia (esclusa la Cina) che si posiziona al primo posto tra i mercati di export con un fatturato pari a 221,1 milioni di euro, frutto di una crescita del 4% sul 2012 e una quota del 16,2% sull’export totale. A seguire i Paesi del Medio Oriente con 213,7 milioni Euro (+3,2%) pari al 15,6% del totale. Scende al terzo posto l’Unione Europea con un fatturato di 201,2 milioni di euro, in flessione dell’8,9%. Ottima la performance dell’Africa che risulta in crescita del 17,5% e, con 200 milioni di euro, assorbe il 14,6% dell’export totale. La maggior parte dei macchinari venduti nel continente africano restano però destinati ai paesi del Nord Africa.

 

 

Seguono in classifica Sud America, Est Europa, Est Asiatico e Oceania. Da segnalare le ottime performance registrate sul mercato cinese che fa fatto segnare un incremento del 51,6% sul 2012 totalizzando un fatturato di oltre 100 milioni di euro. Italia ferma al palo. Opposto l’andamento del fatturato domestico. Le vendite in Italia sono calate nel 2013 del 9,9% assestandosi su 343,8 milioni di Euro. Il calo in Italia è comune ai principali settori di sbocco delle tecnologie per ceramica: produttori di piastrelle, sanitari, stoviglieria e laterizi.
La struttura del settore è rimasta per lo più invariata. Alla fine dello scorso anno erano 144 le aziende costruttrici di macchine e attrezzatura per ceramica (7 unità in meno rispetto al 2012). Tengono invece gli occupati che si attestano su 6.049 unità (+1,3% sul 2012). Resta analoga anche la suddivisione delle aziende per classi dimensionali. Il 54,9% del totale ha un fatturato inferiore ai 2,5 milioni di euro, mentre all’opposto solo l’11,9% ha un giro d’affari che supera i 10 milioni di euro. Quest’ultima classe è quella con la maggior propensione esportativa riflettendo la tendenza inversamente proporzionale di incidenza sul fatturato di settore rispetto alla penetrazione sui mercati esteri.

 

“I primi mesi del 2014 sono stati moderatamente positivi – dichiara il Presidente di Acimac, Fabio Tarozzi – e ci portano a stimare una chiusura d’anno in lieve crescita”. “Lo svolgimento della nostra fiera di riferimento, Tecnargilla, in programma dal 22 al 26 settembre, infonde ulteriore ottimismo” – continua Tarozzi. “Tecnargilla sarà infatti ancora una volta la maggiore fiera al mondo del nostro settore – conclude Tarozzi. “Confermerà agli operatori del settore la leadership tecnologica delle nostre aziende, che si stanno per questo preparando per presentare in anteprima a Rimini innovazioni di processo e di prodotto”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet