Taxi: La riforma ci ammazza e ai clienti non porta niente


BOLOGNA, 11 GEN. 2012 – A essere additati come monopolisti i tassisti non ci stanno. E rispediscono al mittente le accuse. La situazione è proprio l’esatto contrario. Sarebbero proprio le liberalizzazioni delle licenze volute dal governo ad aprire la portiera ai monopoli. A spiegare i rischi di una deregulation del settore sono i tassisti, che oggi, provenienti da tutt’Italia, si sono dati appuntamento a Bologna. Sede del loro cosiddetto "parlamentino" è stata la Legacoop. Alla messa a punto di una strategia per contrastare i piani di Monti e Co. hanno partecipato circa centocinquanta tassiti. Diciannove le sigle sindacali rappresentate.Il punto comune per tutti è il no alle liberalizzazioni e alle doppie licenze, mentre le divisioni riguardano "cosa siamo disposti a cedere" e "quali alternative alla deregulation proporre". Ad esempio, per Gabriella Landolfi, presidente di Cat Bologna si potrebbe pensare a introdurre più licenze ma gestite dagli Enti locali e in base alle caratteristiche delle varie città. Un’altra idea potrebbe essere quella di chiedere all’Antitrust di fare uno studio approfondito a livello nazionale e locale sulle effettive realtà dei taxi oggi in Italia, e poi decidere. Una paura condivisa è che la liberalizzazione possa favorire la nascita di mega aziende capaci di monopolizzare il mercato, senza lasciare più spazio ai singoli. "Come succede in America, dove grossi gruppi comprano centinaia di macchine per poi mettere alla guida autisti sottopagati", ha spiegato ai microfoni del Tgr dell’Emilia-Romagna Giovanni Valli, tassista aderente a Confcooperative.

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