Tasse e auto, il prelievo supera i 72 miliardi di euro


19 LUG. 2013 – Il 17% delle entrate tributarie nazionali proviene dalla filiera dell’auto. A rivelarlo è l’Aci, in primo piano per cercare di contenere prelievi che arrivano a toccare quota 72,73 miliardi di euro. Cifre da capogiro, che registrano nel 2012 un aumento del 3,8% rispetto all’anno precedente. A fare la parte del leone è l’acquisto dei carburanti che frutta allo Stato per 37,7 miliardi di euro (prelievo aumentato di oltre il 12%), senza dimenticare il bollo auto (oltre 6 miliardi di euro) e le tasse sui premi di assicurazione che superano i 4 miliardi di euro. Cifre che si commentano da sole, una fiscalità che incide sul Prodotto interno lordo in modo significativo, più che nel resto d’Europa. Si parla di un’incidenza del 4,4%, contro una media europea del 3,3%. E poi c’è il capitolo delle radiazioni per esportazione. Si registrano, infatti, incrementi importanti delle auto soggette alla sovra tassa che vengono immatricolate da società di leasing, con sedi all’estero, per poi essere consegnate a clienti italiane. Un fenomeno in forte incremento, che però toglie introiti di Iva e super-bollo allo Stato. E quando la coperta è corta, tutto si gioca al risparmio. E così il prelievo connesso alle spese per la manutenzione dell’auto diminuisce del 10%. Che non significa solo meno soldi per le casse statali, ma anche minore sicurezza.

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