Tassa di soggiorno, il Comune di Bologna ci riprova


BOLOGNA, 26 GEN. 2012 – Anche se la prima bozza di bilancio presentata nei giorni scorsi non ne fa menzione, la tassa di soggiorno è ancora nell’agenda del Comune di Bologna. In un nuovo incontro con le associazioni di categoria, infatti, la vicesindaco Silvia Giannini e l’assessore al commercio Nadia Monti hanno messo sul tavolo l’ipotesi di un euro a persona per stella. E, come una settimana fa, la posizione di Assohotel, Unindustria e Federalberghi è stata un secco rifiuto: "Gli importi sarebbero preoccupanti e saremmo l’unica città della Regione che sceglie questa strada". Il gettito immaginato dalla giunta toccherebbe i 3-4 milioni di euro che, per legge, non possono coprire buchi di bilancio ma andrebbero reinvestiti in progetti legati al turismo e alla promozione della città. Ma le associazioni non ci stanno: "Abbiamo ribadito la nostra contrarietà", hanno spiegato in coro Loreno Rossi di Confesercenti-Assohotel e Celso De Scrilli di Federalberghi-Ascom. Secondo quest’ultimo "si rischiano rincari del 15-20% per una camera doppia in un hotel a quattro stelle", numeri "molto più alti di quelli di Roma". Ecco perché gli albergatori hanno chiesto alla giunta di dare un’occhiata a quello che succede nel resto dell’Emilia-Romagna: "Bologna rischia di essere l’unica città che la vuole applicare, dimostrando una carenza di competenze amministrative", ha proseguito De Scrilli. Giancarlo Tonelli, direttore generale di Ascom, ha così invitato il sindaco Merola a rivolgersi direttamente alla Regione: "Chieda una redistribuzione diversa delle risorse per il turismo, che oggi sono sbilanciate verso la costa e le città d’arte".

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