Tanzi, la Svizzera e i quadri trafugati


PARMA, 30 NOV. 2009 – "In casa mia non ci sono caveau. E non sono mai stato neppure a Ginevra". Così Calisto Tanzi ha risposto alle domande dei cronisti pochi minuti prima di entrare nell’aula del processo Parmalat, a Parma, dove oggi affronta la seconda parte del proprio interrogatorio. Tutto è nato dalle dichiarazioni di una sua ex guardia del corpo, che è stato intervistato dalla trasmissione Report su Rai Tre nel corso della trasmissione mandata in onda ieri sera. L’uomo ha riferito al giornalista Sigfrido Ranucci un episodio avvenuto nel dicembre 2003, quando il crac del gruppo di Collecchio era alle porte. Dice di aver visto caricare su alcuni furgoni dei quadri di grande valore, che dovevano essere portati al sicuro in Svizzera.I beni preziosi si trovavano nell’abitazione di Tanzi ad Alberi di Vigatto, nel Parmense. E il pezzo più pregiato sarebbe un Monet stimato attorno ai 10 milioni  di euro, a cui si aggiungerebbero opere di Manet, Van Gogh, Ligabue e di altri impressionisti di minor valore. L’uomo della scorta racconta anche che dopo aver trafugato i quadri, sottraendoli ai creditori, l’intera famiglia Tanzi si sarebbe recata a Ginevra per sistemare alcuni affari di eredità, proprio nel periodo in cui venne eliminata la tassa di successione. Diventa così possibile che la Procura di Parma decida di sentire l’ex guardia del corpo, che ha risposto al giornalista di Report a volto coperto. Si curamente, però. l’interrogatorio non avverrà oggi, perchè protagonista in Tribunale è lo stesso cavaliere.Calisto Tanzi ha detto di non aver visto la trasmissione di Rai Tre, ma ha categoricamente smentito le dichiarazioni raccolte. "Non ce l’ho il caveau, non esiste in casa mia – ha ribadito – non sono mai stato in Svizzera a portare via cose di questo genere. I quadri sono stati presi da casa mia dalla guardia di finanza e mi sono stati restituiti". Il suo legale, l’avvocato Giampiero Biancolella, ha spiegato che, subito dopo il crac, nell’ abitazione di Tanzi sono state condotte ricerche anche con l’ utilizzo delle "fibre ottiche". Stando alle indagini condotte in epoca successiva al 2003, l’elenco dei beni preziosi detenuti da Tanzi avrebbe occupato due pagine nella relazione dell’assicuratore del cavaliere, che aveva stipulato polizza con la Reale Mutua.

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