Tanzi e Lactalis: Parmalat tra passato e futuro


ROMA, 30 MAR, 2011 – Ha restitutito il passaporto alla Questura, oltre ad aver già trascorso, da libero, un lungo periodo di tempo senza commettere altri reati in attesa del processo. Tanto basta alla Cassazione per escludere che Callisto Tanzi, l’ex patron di Parmalat condannato con pena pesante per aggiotaggio, intenda fuggire all’estero. In base a queste considerazioni, infatti, la Suprema Corte – con la sentenza 13080 della V Sezione penale – ha spiegato le ragioni per le quali ha accolto il ricorso dei legali di Tanzi contro la richiesta della misura detentiva in carcere per l’ex imprenditore di Collecchio. In particolare, i supremi giudici hanno invitato il Tribunale della libertà di Milano a riesaminare la possibilità di sottoporre Tanzi a misure alternative al carcere, utilizzando anche i controlli delle forze dell’ordine. Secondo la Cassazione, nel caso di Tanzi, il carcere non è "l’unica possibile opzione" proprio perché non è, finora mai fuggito, e anzi ha dimostrato di non voler darsi alla fuga restituendo il passaporto. Adesso i giudici del riesame dovranno seguire i ‘consigli’ della V Sezione penale.Ma se Tanzi rappresenta il passato, il presente di Parmalat si chiama Lactalis. E proprio in un’intervista a Panorama Economy in edicola domani, il presidente della Confcooperative Luigi Marino commenta la scalata al gruppo di Collecchio sostenendo che il colosso francese "ha approfittato dell’abbandono proprietario in cui Parmalat è stata lasciata, per volere e responsabilità anche del capo-azienda Enrico Bondi". Al tempo stesso, il numero uno della confederazione che riunisce e rappresenta la quasi totalità delle latterie sociali italiane azioniste della Granarolo, auspica la costituzione di una newco nella quale far confluire il meglio della Granarolo e il meglio della Parmalat. "Penso alle produzioni specifiche nel settore del latte: sarebbe una scelta nell’interesse del settore e del Paese, ma il nostro ruolo può essere soltanto industriale. Non dobbiamo metterci a fare i finanzieri. Quando le cooperative ci hanno provato, non gli è mai andata bene".Da Bruxelles, intanto, il portavoce del commissario UE alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ricorda che "la regola è che non si può acquisire il controllo di un gruppo senza prima il via libera della Commissione Europea". "I servizi dell’antitrust europeo – ha spiegato il portavoce – seguono da vicino e con interesse la situazione di Parmalat". E, ha sottolineato, "Lactalis ha la responsabilità di sapere se il 29,9% della sua partecipazione in Parmalat le dà o no il controllo del gruppo. Se così fosse – ha aggiunto – Lactalis dovrebbe notificare l’operazione alla Commissione Europea perché – ha concluso – in materia di fusioni e di acquisizioni non si può acquisire il controllo di una società senza prima avere il via libera dall’esecutivo europeo".

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