Tanzi e la pinacoteca occulta: nuove accuse di bancarotta


PARMA, 8 FEB. 2010 – Spuntano nuove accuse di bancarotta tra i reati contestati dalla Procura di Parma a Calisto Tanzi. Sono relative, in particolare, ad alcune distrazioni ricollegate a recenti fatti emersi nel corso dell’inchiesta sui cosiddetti dipinti nascosti dell’ex patron Parmalat. Il cavaliere si è presentato stamani negli uffici del Pm assieme ai suoi legali Giampiero Biancolella, Filippo Sgubbi e Fabio Belloni. Stando all’avvocati Biancolella, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma nei prossimi giorni dovrebbe essere fissato un nuovo interrogatorio. "La nuova contestazione – ha spiegato Biancolella ai cronisti presenti – è relativa ad alcuni episodi di distrazione che potrebbero essere collegati a circostanze recenti". Il riferimento è alla scoperta dei quadri e delle opere d’arte che il Cavaliere, assieme ad alcuni familiari, aveva occultato prima del crac e che sono stati ritrovati dalla Procura dopo che la trasmissione di Raitre Report aveva sollevato il caso con un’inchiesta. Alla domanda dei cronisti che gli chiedevano a quanto ammonterebbero le distrazioni contestate, il legale di Tanzi ha detto: "A qualche milione di euro". Secondo la Procura Tanzi avrebbe acquistato opere d’arte e dipinti utilizzando danaro della Parmalat ma non facendo rientrare questi beni nel patrimonio aziendale. Identica contestazione potrebbe essere mossa anche alla figlia Francesca. Intanto questa mattina è stata rinviata l’udienza del processo Parmalat nella quale avrebbero dovuto essere interrogati i testi forniti dalla difesa del Cavaliere. La totalità dei testimoni, tra cui figurano alcuni imputati per reato connesso, ha rinunciato a comparire comunicando con il fax la loro intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il processo è stato quindi rinviato a giovedì 11, quando altri testimoni indicati dalla difesa Tanzi saranno chiamati a comparire. Ma sembra che anche in questo caso si annuncino defezioni.

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