Tanzi, dal maxisequestro spunta anche un De Chirico


PARMA, 3 FEB. 2011 – Non ha dovuto trasferirsi in cella, ma i finanzieri sono andati da lui. A poche ore dalla decisione della Cassazione di annullare l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Milano che aveva richiesto il ritorno in carcere di Calisto Tanzi, la Guardia di Finanza è ritornata nella villa di Alberi di Vigatto dell’ex patron della Parmalat, dove sta eseguendo un nuovo maxisequestro di oggetti preziosi, in particolare statue e mobili antichi. Stamattina, attorno alle 8.30, tre auto della Guardia di Finanza di Bologna e due furgoni di una ditta di trasporti, con loro anche un’addetta della Soprintendenza ai beni artistici, sono entrati nell’abitazione alle porte di Parma. Allo stesso Tanzi hanno consegnato copia del sequestro preventivo disposto dalla Procura della città ducale nel giugno scorso di tutti i beni riconducibili all’ex cavaliere custoditi nella sua villa. I tecnici hanno iniziato a smontare e ad imballare 83 oggetti. Fra questi c’erano un prezioso lampadario di Murano, composto di centomila gocce di cristallo, un trumeau del ‘700, un mobile del ‘600 ed una statua in bronzo, opera di Giorgio De Chirico. Il sequestro compiuto questa mattina rientra nella maxi operazione condotta dalla Procura di Parma e dai Carabinieri del nucleo patrimonio artistico che aveva già portato al sequestro di un centinaio di quadri, per un valore complessivo di trenta milioni di euro. Gli oggetti erano già conosciuti dalla Procura, che li aveva catalogati e lasciati nell’abitazione di Tanzi in attesa di rintracciare un luogo dove potessero essere conservati.

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