“Tanti soldi a Calatrava e ai pendolari niente”


BOLOGNA, 25 MAG. 2011 – Povera stazione Tav Mediopadana. A svilirne la grandeur era stato Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato. "Non si pensi che tutti i treni faranno fermata a Reggio Emilia", si era lasciato scappare. Ma povera per modo di dire, visto quello che costa un’opera del genere. Che siano solo sei o di più i convogli giornalieri previsti, i soldi spesi saranno più o meno gli stessi. Sulla trance da 9 milioni di euro in arrivo dall’Emilia-Romagna per finanziare il progetto, ha chiesto chiarezza un’interrogazione in Regione di Andrea Defranceschi, consigliere del Movimento 5 Stelle.Premesso – osserva l’esponente della lista legata al blog beppegrillo.it – che nelle scorse settimane un dirigente di Trenitalia evidenziava come, sul fronte delle "risorse" si fosse "arrivati a un punto limite" e, dal 30 giugno 2012 alla scadenza del contratto di servizio tra Trenitalia e la Regione Emilia-Romagna, la stessa "Trenitalia potrebbe salutare tutti", si prefigura una "situazione assurda, in cui – prosegue Defranceschi – i fondi per le tratte regionali dei pendolari ed altri servizi vengono tralasciati per terminare ed avviare i lavori della linea Tav e relative stazioni locali. Stazioni che – puntualizza – come nel caso di Reggio Emilia, vedranno la frequenza di soli sei treni al giorno". Pertanto, viene sottolineato, con l’interrogazione si chiede alla Regione "quali iniziative intenda mettere in campo per scongiurare che il contratto" con Trenitalia "non venga rinnovato alla sua scadenza del 30 giugno 2012"; perché si è stabilito di stanziare i 9 milioni per l’opera di Calatrava a scapito di altre tratte, e "quali iniziative concrete intenda mettere in campo nei prossimi anni per tutelare e sviluppare i servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale, non ad alta velocità, garantendo quindi un servizio moderno ai cittadini".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet