Tanta tattica, poche emozioni: Bologna-Sampdoria 1-1


BOLOGNA, 14 MAR 2010 – Pareggio noioso e contestato tra Bologna e Sampdoria. Le due squadre, che nel girone di ritorno stanno facendo faville (17 punti ciascuna, seconde soltanto alla Roma di Ranieri), disputano una partita soporifera, con emozioni centellinate fino a 5 minuti dalla fine, quando saltano fuori due gol quasi casuali.Il primo, all’88° minuto, è a sorpresa della Sampdoria, che rispetto al Bologna aveva fatto davvero molto poco per passare in vantaggio. L’azione nasce da un calcio d’angolo giocato corto su Ziegler che crossa al centro e trova Gastaldello a centro area, che tutto solo segna con un piattone. Colpa di una dormita generale della difesa rossoblù, e in particolare di Raggi, che doveva marcare il marcatore blucerchiato.Lo stesso Raggi però si fa perdonare solo 4 minuti dopo, quando il Bologna si getta in avanti, svegliato dal gol subito, alla ricerca di un disperato, ma tutto sommato meritato pareggio. E il pareggio arriva, proprio grazie a Raggi, che in proiezione offensiva raccoglie l’assist da dietro di Lanna e batte Storari con un preciso diagonale. Il gol è però viziato da un fuorigioco più che netto: Raggi è in posizione regolare, perché sale da dietro, ma sulla traiettoria del cross di Lanna proprio davanti al portiere c’è l’attaccante del Bologna Succi che cerca d’intervenire e non ci riesce per un soffio. Nonostante le proteste dei doriani, però, l’arbitro convalida e permette al Bologna di portare a casa un altro ottimo risultato, che proietta i felsinei a quota 35 punti in classifica, con 11 punti di vantaggio sulla quart’ultima e soltanto 5 punti da fare per arrivare alla salvezza matematica.LA PARTITA DI PARMA – Il Parma incassa i tre punti che valgono la quasi certezza matematica della salvezza. Contro un’Atalanta allo sbando, capace di pungere solo per una manciata di minuti nella ripresa, gli emiliani vanno in rete con Bojinov, ben servito da Crespo, e poi controllano per quasi tutta la partita, senza per la verità regalare grandi emozioni. L’obiettivo di Guidolin era comunque quello di conquistare tre punti, al di là del gioco e delle occasioni. Così è stato e, dopo la vittoria con la Sampdoria ed il pari con il Siena, arriva il successo che fa ‘volare’ i gialloblù a quota 37, ormai definitivamente fuori dalla lotta per non retrocedere. Discorso ben diverso per l’Atalanta. Mutti sperimenta per la prima volta un 4-2-3-1 con Tiribocchi, Doni e Padoin alle spalle di Amoruso ma di occasioni la formazione bergamasca ne realizza solo due ad inizio secondo tempo con Mirante bravo a deviare. Poi più nulla con Doni che esce anzitempo per proteste e Amoruso, contro la sua ex squadra, sempre fermato prima di andare al tiro. All’avvio la partita è solo sbadigli. Garics al 6′ e Doni al 26′ calciano altissimo sopra la traversa, in mezzo una punizione di Galloppa che Crespo non aggancia e Zaccardo spedisce in curva. Al 33′ primo vero brivido per il pubblico di casa grazie ad una conclusione di Lanzafame che Consigli in acrobazia mette in angolo. Poi più nulla sino al 48′ quando, su cross di Valiani, Lucarelli prova la deviazione di testa su cui Padoin mette il corpo. La ripresa si apre con una bella triangolazione Crespo-Valiani con l’ex bolognese che mette di poco a lato. Poi é l’Atalanta ad osare qualcosa di più. Al 10′, su calcio d’angolo, Doni tocca di testa verso la porta ma Mirante fa un vero miracolo e mette a lato. Sette minuti più tardi è Guarente che lascia sul posto due avversari ma il suo rasoterra trova ancora pronto il portiere avversario. Guidolin corre a ripari ed inserisce Bojinov e Lunardini al posto di Biabiany e Lanzafame. I cambi sono azzeccati e al 26′ il Parma passa in vantaggio. Tocco dalla destra di Galloppa per Crespo che, al volo, prolunga in area piccola per Bojinov; al bulgaro non resta altro da fare che depositare il pallone in rete. Il gol non va giù a Doni che protesta vibratamente con l’arbitro per un presunto fallo su Padoin ad inizio azione. Saccani non ci sta e alza il cartellino rosso. In dieci contro undici l’Atalanta non può nulla. Peluso e Gabbiadini, in precedenza era entrato anche Valdes, sono le magre carte a disposizione di Mutti e la gara non cambia registro. Nel finale il Parma ha anche due occasioni per raddoppiare. Al 43′ Zaccardo mette a lato; in pieno recupero è invece Crespo a sprecare un pallone d’oro servito da Valiani. Insomma, minimo impegno, massimo risultato per il Parma. Per l’Atalanta invece un pesante colpo verso l’abisso della serie B.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet