Tangenziale Reggio Emilia verso realizzazione


È stato presentato oggi, a Reggio Emilia, presso la sede della Provincia e del Comune, il progetto definitivo di realizzazione della tangenziale di Reggio Emilia, alla presenza del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, del Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture, Raffaele Donini e del Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci. L’opera, che costituisce il prolungamento dell’attuale tangenziale di Reggio Emilia, presenta un’estensione di 6,4 Km circa, al quale si aggiunge il tratto secondario di collegamento, a Nord, con l’abitato di Roncocesia e, a Sud, con l’abitato di Pieve Modolena, della lunghezza di 1,5 km. L’intero intervento prevede un importo complessivo di 185 milioni di euro. Il nuovo asse stradale sarà collocato in prossimità della linea ferroviaria storica Milano – Bologna, riducendo in questo modo il consumo di suolo agricolo ed evitando che si creino aree intercluse. La nuova arteria costituirà la variante alla via Emilia storica nel tratto da Cella fino a Pieve Modolena e a via Martiri di Tien an Men, migliorando il collegamento con il casello autostradale e con la nuova stazione ferroviaria Alta Velocità. “Per accelerare la realizzazione della nuova opera – ha dichiarato il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci – è stata prevista la suddivisione del tracciato in due lotti funzionali. Il 1° stralcio funzionale verrà inserito in un prossimo Contratto di Programma Anas da sottoporre al Ministero, in modo da poter mettere in esercizio, non appena saranno destinate le risorse finanziare necessarie, una prima parte dell’opera”. “Dopo anni di stallo – ha aggiunto il viceministro Nencini – si sbloccano le procedure di  completamento di un’opera infrastrutturale così importante per la comunicazione viaria della città. Non è un’infrastruttura da collocare soltanto in una dimensione locale  ma si inserisce in uno di quei grandi corridoi europei che servono a potenziare un importante quadrante economico italiano, aiutando un’intera area a diventare ‘trainante’. Era un’opera attesa da anni dai cittadini. È stato fatto un buon lavoro”. L’opera comprende un viadotto sul torrente Crostolo, lungo 300 metri circa, e da un sottovia avente lunghezza di 75, e da tre viadotti rispettivamente su via Ferraroni, sul torrente Quaresimo e sul torrente Modolena, per una estensione complessiva di 210 metri circa, e da tre sottovia per una estensione di circa 180.

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