Tagli alla cultura, l’Emilia-Romagna non ci sta


BOLOGNA, 22 GEN. 2011 – Ert si mobilita contro i tagli alla cultura. In ogni teatro gestito dalla Fondazione leggerà prima dell’inizio dello spettacolo un comunicato per denunciare la difficile condizione in cui "si è costretti ad agire data la rilevante riduzione di risorse che si sta attuando". Un comunicato per denunciare una politica miope e invitare gli spettatori a coinvolgere "i vostri amici, colleghi, i vostri familiari" e andare a teatro "con ancora maggiore assiduità e più numerosi". Lo spiega lo stesso ente in una nota in cui scrive che, vista la situazione dettata dai tagli alla cultura decisi dal Governo, Emilia Romagna Teatro Fondazione ha deciso di attuare una serie di iniziative per sensibilizzare spettatori e cittadini. Ert gestisce 12 teatri in regione: due a Modena – il teatro Storchi e quello delle Passioni – oltre al Bonci di Cesena, al teatro della Regina di Cattolica, il Barattoni di Ostellato, l’Ilva Ligabue di Bagnolo in Piano, il teatro Asioli di Correggio, il teatro Nuovo di Mirandola, l’Ermanno Fabbri di Vignola, il Dadà di Castelfranco Emilia, il Mac Mazzieri di Pavullo e il teatro Testoni di Casalecchio di Reno.E proprio ieri anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha pubblicato sul suo sito personale, www.presidenterrani.it, un corsivo dal titolo "Sosteniamo la cultura in difficoltà". L’intervento comincia riconoscendo che “il mondo della cultura e dello spettacolo vive un momento molto difficile anche in Emilia-Romagna, una vera e propria recessione causata dai tagli del Governo ai fondi pubblici e da misure normative che hanno acuito le difficoltà. Tagli e provvedimenti che faranno sentire sempre più i loro effetti nei prossimi mesi su un settore che vede messa a rischio la stessa sopravvivenza, come già emerge chiaramente dalla problematica situazione in cui si stanno trovando importanti e blasonate strutture come il Teatro Duse di Bologna"."Di recente – prosegue Errani – tutti i principali rappresentanti del settore si sono riuniti nella sede della Regione Emilia-Romagna per lanciare un allarme: nonostante le reiterate promesse, il “milleproroghe” ha tutt’altro che reintegrato i tagli al Fondo unico per lo spettacolo operati dal Governo. A ciò si sommano norme che impongono una forte limitazione alla spesa degli enti locali per attività e servizi culturali, a fronte di una vitalità creativa di un comparto che invece continua a produrre eccellenti risultati. Misure che avranno un impatto terribile, per esempio, sull’organizzazione di mostre ed eventi nei nostri musei".Secondo il governatore emiliano-romagnolo, "sfugge una logica, che non sia ragionieristica, che ispiri una simile penalizzazione per un mondo che non è solo produzione di idee e qualità della vita ma anche settore che, non dimentichiamolo, produce ricchezza, offre occupazione a tantissimi giovani ed è sicura fonte di crescita e sviluppo di una nuova economia fortemente basata sulla ricerca e la sperimentazione"."La Regione Emilia-Romagna – conclude quindi la nota – è a fianco di quanti, istituzioni e organizzazioni culturali, imprese e lavoratori, in questo momento chiedono che siano prese urgenti misure a sostegno dello spettacolo con correzioni ai tagli, proroghe agli sgravi fiscali per l’industria cinematografica ed estensione di tutti gli strumenti di protezione sociale. Sono alcune delle richieste che le Regioni italiane, all’unanimità, hanno nuovamente chiesto con forza al Governo nei giorni scorsi, per evitare che cultura e spettacolo siano costretti ad avviarsi su un triste viale del tramonto”.

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