Tagli al Tpl, Peri: “Non so se reggeremo”


BOLOGNA, 6 SET. 2012 – La condizione del trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna, alla luce del decreto del Governo sulla spending review, è di "emergenza stabile, perché non c’é sicurezza di poter reggere ancora molto", dal momento che la Regione "sta coprendo, come se i soldi fossero in cassa, il 50% dei trasferimenti dello Stato, con il rischio che dovremo avvicinarci all’80%". A sostenerlo, si legge in una nota, è l’assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, durante la seduta di questa mattina della commissione Territorio, ambiente, mobilità. A giudizio dell’assessore regionale che non nasconde di essere "allarmato" i tagli complessivi dei trasferimenti alla Regione, che dai 700 milioni per il 2012 supereranno il miliardo di euro a partire dal 2014, vengono aggravati dal fatto che "percentualmente queste decurtazioni influiranno molto proprio sui trasporti, dal momento che per la sanità c’é un programma di tagli differente". Ad oggi, fa notare Peri, "non abbiamo ancora visto un euro dei fondi statali per il 2012, e siamo quindi costretti a intervenire con la nostra spesa corrente, perché al contrario di altre Regioni che ogni mese rischiano la causa civile con i fornitori noi paghiamo regolarmente i contratti". Inoltre, aggiunge Peri, "noi proponiamo di ripartire i fondi secondo dei criteri di premialità, come del resto richiederebbe la spending review, ma siamo gli unici, siamo isolati".Dal 2010 allo scorso anno – si legge in una nota – i viaggiatori complessivi sono calati del 2,5%, attestandosi a 291 milioni, così come i chilometri di servizi offerti, che fermandosi a quota 203 milioni hanno fatto registrare una contrazione dell’1,5%. Dal punto di vista economico, ad un calo dei contributi pubblici al settore pari al 3,7% (ora ammontano complessivamente a 414 milioni di euro), ha corrisposto un aumento dei ricavi: i cittadini hanno infatti acquistato servizi per un totale di 220 milioni di euro, con una crescita del 5,4%. "I passeggeri sono calati sui mezzi su gomma, che hanno visto 7 milioni di viaggiatori in meno, e l’aumento di chi sceglie il treno non può comunque compensare – spiega Peri – ma in verità siamo in linea con il calo nazionale, anzi andiamo anche un po’ meglio, abbiamo registrato anche un aumento degli abbonati". In un quadro già non troppo brillante, argomenta ancora Peri, "un altro problema è quello della fiscalizzazione sia del trasporto su gomma che del trasporto su ferro, perché si arriva alla contraddizione che ad un minor consumo di benzina da parte dei cittadini corrisponde un taglio ai fondi per i servizi e quindi se i cittadini scelgono l’autobus come mezzo di trasporto, rinunciando all’auto, alla fine si riduce il numero di autobus a disposizione a causa del minor numero di risorse". Di fronte a questa situazione, quindi, "chiediamo certezze e autonomia, a partire da una fiscalità che però non sia di certo solo accise: noi difendiamo i cittadini e i servizi facendo da forza di interposizione contro i tagli dall’alto, ma ormai siamo ben oltre il livello di guardia, l’unica alternativa sarebbe tagliare i servizi dal 10% al 20%". In Emilia-Romagna, chiosa Peri, "risparmiamo almeno 300 milioni di euro per i trasporti rispetto alle Regioni a noi analoghe, e siamo l’unica Regione che ricorre per ogni contratto di servizio ai bandi di gara e non all’affidamento diretto, adesso è ora di procedere con una revisione del patto sulla mobilità perché sono cambiati i fattori principali che lo sostenevano".

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