Superautostrada del Brennero, Vaccari in prima linea


Da una parte lo Stato avrebbe il vantaggio di incassare il valore della concessione, di aver assicurata la realizzazione di opere importanti quali il tunnel ferroviario del Brennero e di vedere finalmente partire opere altrettanto fondamentali realizzate in project financing come la Cispadana e la Ferrara-Porto Garibaldi, la terza corsia sull’A22, per complessivi 2,5 miliardi di euro, cui si vanno ad aggiungere altri 1,1 miliardi. Dall’altra Autobrennero avrebbe garanzie sul medio e lungo periodo visto che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sarebbe l’unico soggetto concedente le concessioni e la scadenza della sua concessione sarebbe equiparata al termine massimo previsto nel grappolo di autostrade complementari con cui darebbe vita a un unico soggetto concessionario.

E’ un’operazione strategica di lungo periodo quella disegnata dall’emendamento, dal titolo “Razionalizzazione delle concessioni autostradali nel corridoio del Brennero”, presentato dal senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, primo firmatario, insieme a un gruppo di colleghi delle regioni del Nord interessate dal percorso dell’Autobrennero e dell’A4, che si propone in sintonia con l’Unione europea. “Il fine – spiega il senatore Vaccari – è quello di assicurare gli investimenti necessari per gli interventi di potenziamento e di messa in sicurezza delle autostrade e delle infrastrutture ferroviarie nel corridoio del Brennero”.

In pratica l’emendamento consentirebbe l’unificazione di più concessioni autostradali interconnesse con estensione di tutte le relative scadenze concessorie a quella più lunga. Le autostrade coinvolte sarebbero l’A22 del Brennero, l’Autostrada regionale Cispadana, il raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, l’A4 Brescia-Padova e il collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo. Costituirebbero un unico soggetto concessionario con un piano economico-finanziario unitario che, senza ulteriori oneri a carico dello Stato, assicurerà la realizzazione degli interventi infrastrutturali previsti o programmati nelle originarie concessioni.

Inoltre verrebbe resa obbligatoria la gara per tutti gli investimenti aggiuntivi il cui finanziamento consegue alla razionalizzazione del sistema concessorio, consentendo al contempo di mantenere il regime previgente per i lavori già previsti dalle concessioni, con particolare riferimento a quelli affidati con gara. Lo Stato incasserebbe il valore della concessione di A22 ovvero 568 milioni di euro e avrebbe la certezza della realizzazione delle opere ferroviarie e autostradali ancora al palo. Anche Autobrennero ne avrebbe un vantaggio visto che in assenza di questo strumento normativo si bloccherebbero molte delle risorse necessarie per cantierare le opere programmate. “Una società come l’A22 ne uscirebbe valorizzata – conclude Vaccari – e, grazie alla presenza dei soci modenesi come la Provincia al suo interno, opere strategiche come la Cispadana avrebbero la certezza di essere realizzate”.

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