Sugli esuberi la Ferrari accenna una frenata


MARANELLO (MO), 14 MAG. 2010 – Un tavolo di trattativa che si riapre dopo due giorni di scioperi e presidi a Maranello davanti allo stabilimento Ferrari. Proteste che hanno coinvolto anche il settore sportivo della rossa e che ora incassano un primo risultato: la disponibilità dell’azienda a riaprire il tavolo di trattativa. La vertenza Ferrari sarà dunque al centro dell’appuntamento previsto a Carpi martedì prossimo, presso la Confindustria. Una notizia che è trapelata ieri in seguito alla visita nello stabilimento di Maranello del presidente Luca Cordero di Montezemolo. La protesta delle tute rosse è scoppiata martedì. Tutto è partito da un incontro tra rappresentanti dei lavoratori e l’azienda sul premio di risultato che doveva essere pagato entro il 30 aprile, la Ferrari ha messo a sorpresa sul tavolo la richiesta di un accordo quadro riguardante anche 270 esuberi tra dipendenti diretti e interinali. Un scambio definito fin da subito inaccettabile e considerato dai sindacati come un ricatto.Secondo fonti sindacali martedì si ridiscuteranno molte delle richieste avanzate dalla dirigenza Ferrari tra le quali appunto anche il pagamento del premio di produzione e la terzializzazione di un ramo dell’azienda, con possibilità di rientro nel caso le prospettive di produzione cambino.Dopo l’assemblea di stamattina i lavoratori della Ferrari hanno deciso di sospendere gli scioperi, ma non il blocco dello straordinario, in vista dell’incontro di martedì. Un’apertura di credito alla proprietà nella consapevolezza che il calo produttivo è reale, ma anche idee molto chiare su come sbloccare la vertenza. Ai sindacati, gli uomini in rosso hanno dato un mandato preciso: definire un importo certo per il premio di risultato 2009 e avviare la trattativa sul rinnovo del contratto aziendale scaduto da un anno e mezzo. Piena disponibilità, invece, a discutere di esternalizzazioni: per primo dovrebbe toccare al reparto ricambi e ai suoi 10 addetti, ma con garanzie certe per i lavoratori, di prepensionamenti e di mobilità su base volontaria. Un modo per rispondere positivamente alla richiesta di maggior flessibilità produttiva avanzata dal Cavallino rampante, ma senza che i costi siano pagati integralmente dai dipendenti.Non a caso, sindacati e lavoratori hanno proclamato un pacchetto di 8 ore di sciopero da mercoledì a venerdì, per essere pronti nel caso la trattativa dovesse saltare. Un’ipotesi che nessuno si augura, anche se la notizia, diffusa ieri da alcuni sindacalisti, che dal 2011 le Maserati Quattroporte saranno prodotte nello stabilimento Bertone di Torino, contribuisce a tenere alta la preoccupazione

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