Suez, italiani sequestrati in fabbrica da colleghi egiziani


© TelereggioREGGIO EMILIA, 8 MAR. 2012 – Da cinque giorni giorni sono rinchiusi nella sala conferenze della ceramica Cleopatra a Suez, in Egitto, bloccati dagli operai in sciopero che all’esterno rivendicano migliori salari e per la cui liberazione hanno chiesto un riscatto. Sono otto tecnici italiani e due spagnoli. Tra loro due tecnici ceramici reggiani e due che lavorano per aziende di Castellarano. Uno di loro è Giovanni Gualtieri, 41 anni, residente a Casalgrande e respondabile tecnico per l’Egitto della Smalticeram. E’ stato lui, con il telefono cellulare, ad avvertire i colleghi e la famiglia in mattinata, ha detto di essere ancora rinchiuso nella sala conferenze.Intanto il responsabile della Smalticeram di Castellarano ha raggiunto l’Egitto, nel pomeriggio è infatti in programma un incontro con i dirigenti e i rappresentanti dei lavoratori per sbloccare la situazione e liberare così le persone in ostaggio.Il colosso ceramico egiziano ha attivato da anni collaborazioni anche con le aziende del distretto reggiano modenese. Tutti i consulenti hanno a disposizione i telefoni cellulari per comunicare con le proprie famiglie. Il sindaco di Casalgrande Andrea Rossi sta seguendo con apprensione la situazione ed è riuscito a mettersi in contatto con un altro concittadino che si trova in Egitto a pochi chilometri di distanza dalla Cleopatra. In contatto con i titolari della Smalticeram invece il sindaco di Castellarano Gianluca Rivi, che sta seguendo l’evolversi della vicenda.La ceramica, che conta cinquemila dipendenti ed è una delle più importanti al mondo, sarebbe in mano ai lavoratori che, circa in quattromila, stanno protestando per gli aumenti di salario. A quanto appreso, sarebbe la seconda volta in un mese che un gruppo di consulenti italiani viene bloccato all’interno di uno stabilimento della Cleopatra per rivendicazioni economiche.

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