Sub morti: a Portofino è l’ora delle indagini


PORTOFINO (GE), 26 LUG. 2010 – Le indagini sulla morte di Domenico e Angelo Ferrari nelle acque di Portofino proseguono con le verifiche sulle abilitazioni in possesso del diving che aveva organizzato l’uscita di sabato pomeriggio, e segnatamente quelle dell’istruttore che ha accompagnato le due vittime nella grotta di San Giorgio. Lo conferma la Capitaneria di Porto di Santa Margherita. Dopo gli interrogatori di ieri pomeriggio ed il sopralluogo del pm Francesco Brancaccio a Portofino, stamattina gli uomini della Capitaneria ed il magistrato inquirente tornano infatti ad incontrarsi per la definitiva trasmissione alla Procura di Chiavari degli atti sin qui prodotti dall’indagine. A seguire, ma con tempi ancora non definiti, il magistrato deciderà chi iscrivere nel registro degli indagati. Sempre oggi, intanto, dovrebbero essere disposte le autopsie sui corpi dei sue sub.Uno dei due, quello del diciassettenne Angelo Ferrari, era incastrato a testa in giù all’interno del sifone della grotta, a circa 7 metri di profondità. Il corpo del padre Domenico, sindaco di Agazzano in provincia di Piacenza, era invece affiorato in superficie alcune ore dopo la tragedia. A recuperare il povero ragazzo è stata ieri una squadra del gruppo sommozzatori dei Vigili del Fuoco della Spezia, composta dai capisquadra Giorgio Forma e Francesco Dattesi e dal vigile Simone Pedretti, giunti appositamente a Portofino per entrare nella grotta. Sono arrivati alle 7 di mattina sul luogo della tragedia e in pochi minuti, anche grazie alle mutate condizioni del mare, sono riusciti a entrare nella grotta, a individuare il corpo e a riportarlo all’aperto, passando attraverso l’ampio ingresso. E’ la manovra che invece i due sub morti non sono riusciti a eseguire sabato, forse a causa del movimento del mare che li spingeva all’interno. Il sub istruttore che li accompagnava, Alessandro P., un poliziotto di Milano che si era preso alcune settimane di pausa per immergersi in riviera, è riuscito invece a salvarsi uscendo all’estremità opposta della grotta, dove un sifone alto una decina di metri conduce all’aperto, ma ha dovuto compiere una operazione molto difficile: "il sifone – ha spiegato il caposquadra dei vigili della Spezia – è situato diversi metri all’interno della grotta. Ha la forma di un imbuto rovesciato, é alto una decina di metri e spunta all’aperto tra le rocce. Ieri, a causa del mare mosso, si era creato l’ effetto spumante, con l’onda che sparava l’acqua verso l’alto. L’uscita è stretta e l’istruttore per attraversarlo ha dovuto togliersi le bombole e il resto dell’attrezzatura". Un’operazione che non è riuscita agli altri due sub, meno esperti e, probabilmente, colpiti da una crisi di panico che ha impedito loro di agire con ludicità. "Abbiamo trovato il corpo del ragazzo diversi metri all’ interno della grotta – ha spiegato Forma dopo il recupero – Era rimasto incastrato a testa in giù, probabilmente a causa del peso dell’attrezzatura, all’interno del sifone". Forma spiega che la grotta della tragedia "ha una apertura molto ampia ma si incunea per molti metri in direzione della parete rocciosa stringendosi". Ieri le condizioni del mare sconsigliavano la visita alla grotta?: "dalle immagini che ho visto e dal racconto dei soccorritori – ha risposto il caposquadra dei vigili del fuoco – mi sono fatto l’idea che ieri anche i sub più esperti avrebbero dovuto evitare quella grotta. Oggi le condizioni del mare sono molto migliorate eppure anche io, al momento di uscire dall’anfratto, ho avuto qualche piccola difficoltà. Il movimento del mare ti spinge all’interno, bisogna sfruttare la risacca per uscire". L’indagine avviata dalla Porcura della Repubblica di Chiavari dovrà chiarire che cosa è accaduto e soprattutto spiegare come mai i tre sub si siano trovati dentro alla grotta in condizioni critiche. "Io non so i motivi per cui si trovassero lì, non so se sono stati spinti dentro da una onda improvvisa o se si fossero addentrati troppo all’interno – dice Forma -. Purtroppo é accaduto qualche cosa che ha impedito loro di uscire".

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