Su Eternit lo spettro del processo breve


©Trc-TelemodenaMODENA, 26 GEN. 2010 – "Ce lo aspettavamo, avevano presentato le stesse richieste davanti al giudice per l’udienza preliminare". E’ laconico il commento dell’avvocato Bruno Pezzarossi, che rappresenta la parte civile degli ex dipendenti, o dei loro famigliari, dell’Icar di Rubiera, gruppo Eternit. I vertici del colosso dell’amianto sono a processo a Torino per disastro colposo, a causa delle migliaia di operai morti per aver lavorato questa micidiale polvere, otto delle vittime erano modenesi impiegati nel reggiano. Ma l’avvocato è anche ottimista: “Nessun dubbio che sarebbe stato un processo lungo e combattuto, ma i giudici sembrano intenzionati a procedere velocemente”, ha spiegato. Già fissata la prossima udienza, l’8 febbraio, poi via, con una seduta a settimana. Ma quella di ieri è stata la giornata degli avvocati della difesa: hanno presentato due questioni di costituzionalità, una raffica di eccezioni di nullità ma soprattutto una lista di testi complessiva che supera i tremila nomi. “Vogliono tentare di annullare qualche controparte, ridurre l’elenco delle parti lese – spiega il sindacalista della Cgil reggiana, Oriano Lazzaretti, che da sempre si batte perché sia resa giustizia ai morti dell’Icar – per questo abbiamo sempre controllato con attenzione, e più volte tutti i singoli i documenti, le dichiarazioni e le querele presentate”. Ma forse la difesa vuole anche prendere tempo: su questo procedimento incombe il disegno di legge per il processo breve, questo potrebbe essere uno dei casi in cui non si potranno superare i due anni per ogni grado di giudizio, pena la prescrizione. E sarà difficile chiudere questo caso in due anni, come si è visto ieri alla seconda udienza quando la difesa ha chiarito che sarà una dura battaglia.

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