“StratosFerico” Demetrio


BOLOGNA, 8 GEN. 2010 – Demetrio Stratos era una figura unica nel panorama musicale italiano. Cantante sperimentatore, dotato di una voce unica che si prestava a infiniti virtuosismi, il suo lavoro raggiungeva un’eterogeneità unica, estendendosi dai territori della musica pop a quelli del rock, del jazz, della musica contemporanea e dell’avanguardia più radicale, sempre a livelli insuperati. In tanti, dunque, ne piansero la morte prematura avvenuta nel 1979, quando a soli 34 anni fu colpito da una gravissima forma di anemia aplastica. Ma in pochi sanno che nel corso della sua breve vita era diventato emiliano-romangolo d’adozione.Stratos, nato ad Alessandria d’Egitto, aveva infatti scelto di abitare a Scipione Castello, nel comune di Salsomaggiore Terme, ed è ora sepolto nel cimitero del piccolo borgo del parmense. Proprio per questo la Regione, che a trent’anni dalla sua scomparsa non si è dimenticata di lui, ha organizzato un’iniziativa lunga due giornate per ricordarlo, non solo perchè era uno dei più straordinari artisti e ricercatori nel campo della musica contemporanea.L’appuntamento è per venerdì 29 e sabato 30 gennaio all’Itc Teatro di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, dove andrà in scena “StratosFerico”: film, testimonianze e un’inedita reunion degli Area, gruppo musicale che ha compiuto il proprio sviluppo negli anni ’70, con Stratos alla voce. Martedì 12 gennaio l’iniziativa verrà presentata alle ore 11,30 nella sala stampa della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, in viale Aldo Moro 52. Parteciperanno l’assessore regionale alla Cultura, Alberto Ronchi, e il curatore dell’iniziativa Stefano Tassinari“Molta della vicenda artistica e umana di Demetrio Stratos si è svolta in Emilia-Romagna, per cui ci è sembrato doveroso sostenere questo progetto, dedicato giustamente ad un musicista tra i più importanti della storia italiana”. Così si era espresso Ronchi nello scorso mese di ottobre illustando  “La Voce Stratos”, un documentario a più voci che unisce interviste e filmati d’archivio indagando anche la sperimentazione vocale del musicista, affrontata sia da un punto di vista scientifico che da quello artistico. In quei giorni ricorreva il trentennale della morte del leader degli Area e nella mente dell’assessore balenava già l’idea di dedicargli un evento "dove testimoni, musicisti, persone che lo conobbero ne possano tracciare un ritratto toccando anche aspetti poco conosciuti della sua attività”.

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